L’omofobia contro l’omofobia

Uno spot contro l’omofobia in tv in Italia!
Ministero delle Pari Opportunità – Presidenza del Consiglio dei Ministri.

E quasi non ci volevo credere mentre lo stavo vedendo per la prima volta. Ora invece quasi non riesco a credere a quel che ho sentito:  “Non essere tu quello diverso” lo slogan associato alla campagna. Possibile? “Non essere tu quello diverso”?

NON ESSERE TU QUELLO DIVERSO??

Ma esisterà mai  messaggio più omofobo di questo?

Labbra 2 – Lingua 1

Labbra o lingua?

Labbra o lingua?

 
Nel magico mondo degli incontri occasionali, dove capita di far sesso con chi non hai alcuna idea di come lo farà, una delle sorprese meno gradite per me è un uso oltremodo disinvolto della lingua.
Probabilmente sono ancora indietro sul versante della “passione passionale” ma onestamente io detesto essere slinguazzato! Non amo particolarmente la lingua che mi si spinge insistentemente in bocca, mi crea un discreto disgusto la saliva che mi si impiastra intorno alle labbra, sul collo, le orecchie, in faccia persino a volte, spiacevole anche ritrovarsi con i testicoli inzuppati e ingeliditi, per non parlare di quando, per fortuna ancora raramente, la lingua osa in altri remoti antri, pratica, a onor del vero, sensazionalmente piacevole ma sempre un passo oltre la mia soglia di sereno e disinibito trasporto.
Non intendo certo sostenere che la lingua non dovrebbe partecipare al gioco della passione e dell’intimità, anzi; fantastica quando con la punta sfiora un capezzolo, emozionante quando si incrocia per un attimo in un intimo bacio ed ovviamente immancabile quando, completamente dispiegata o lievemente trattenuta in bocca percorre da inizio a fine il pene in erezione, soffermandosi poi, in mille modi diversi, a sollazzare il glande.
Per quanto mi riguarda io trovo però assolutamente irresistibili ed irrinunciabili le labbra che, al contrario del bavoso organo gustativo, sono calde, ugualmente passionali ed intime, umide ma non bagnate, più tattili, più presenti sulla pelle, persino più “eleganti” se posso osare questa distonia con l’argomento in campo.
Quel che ancora mi sfugge, vista la mia modesta esperienza, è se questo mia particolare idiosincrasia sia affare di pochi, e quindi se mi ritroverò in futuro sempre più spesso slinguazzato e colante, o se non sia io il solo e quindi possa ancora sperare in piacevoli asciuttissimi incontri.
 Magari mi sto perdendo qualcosa, magari devo solo imparare ad apprezzare ed utilizzare al meglio questa coppia d’assi della percezione sensoriale. Ditemi tutto! Voi come usate le vostre labbra e la vostra lingua e come vi piace che le usino i vostri partner?
In questo ipotetico derby d’andata io assegnerei quindi la vittoria alle labbra, ma lascio a voi ritorno e spareggio.

Omofobia: parola di etero

“Le continue aggressioni non sono un problema degli omosessuali, ma nostro. E siamo noi, non loro, a doverci vergognare”.
Aldo Cazzullo, Buttiglione e i gay, in “Magazine del Corriere della Sera”, 29 ottobre 2009.

Concordo con Cazzullo: sono loro (gli etero) a doversi vergognare della violenza contro gli omosessuali, non noi a vergognarci per essere quello che siamo…

Pubblicato in Mondo etero, Press. Tag: . 3 Commenti »

Bruno

“CHE CLAMOROSA CAZZATA!!”
Io l’avrei liquidata così la visione di questo film, se non fosse stato per il commento a caldo del mio compagno di visione (Maskione ovviamente): “Geniale, semplicemente geniale”.
Geniale? Ma come? Cosa mi è sfuggito? Beh, certo “E’ gay, è gay, è gay.. Ok!” il messaggio finale che pare l’indispensabile manifesto – unico intellegibile – del film, ma a parte questo? Pensa che ti ripensa forse l’ho compreso il fine stratagemma dell’operazione mediatica che potrebbe andare oltre il trash-movie dalle crasse risate.
Assurdo, sconcio, eccessivo oltre ogni misura dal primo al penultimo fotogramma, questo film sembra scritto a due mani dal peggiore degli omofobi e dal più spregiudicato degli etero critici, il primo a ridicolizzare l’omomondo estremizzando fino al parossismo lo stereotipo tutto etero del finocchio perfetto, il secondo a mostrare la miseria dell’etero medio e la sua morale chiusa e gretta.
La visione infastidisce persino forse alcuni gay per l’estrema vacuità dell’ambiente gay che rappresenta ma anche alcuni etero per la crudezza e la provocazione dello stesso, pur regalando a tutti, etero e non, per motivi diversi, tante, tante risate.
L’equilibrio sta nel mezzo ovviamente, nel mezzo anche di due estremi estremismi. La realtà vera, la normalità umana sta in eterosessuali che non baratterebbero il loro figliolo con un IPod e in omosessuali che non vivono da caricature di pagliacci nevrastenici.
Geniale? Forse anche troppo perché il messaggio possa essere percepito durante la proiezione ma essendo quest’ultimo proposto con la prepotenza di immagini e situazioni grevi finisce per raggiungere lo spettatore – si spera – a livello intuitivo, in una sorta di logica di risulta.

Mi sarebbe piaciuto che uno come Marrazzo…

Piero Marrazzo

Piero Marrazzo

Mi sarebbe piaciuto che uno come Marrazzo, scoperto dai carabinieri a fare i fatti suoi con una trans, non si fosse sentito preso con le mani nel sacco…

Mi sarebbe piaciuto che uno come Marrazzo, scoperto dai carabinieri a fare i fatti suoi con una trans, non fosse sceso a compromessi e non avesse accettato il ricatto (posto sia avvenuto), ma avesse denunciato i carabinieri per tentata estorsione (ammesso sia avvenuta).

Mi sarebbe piaciuto che uno come Marrazzo, di fronte alle telecamere avesse detto a testa alta che quello che fa sotto le coperte sono affari suoi e solo suoi (o, al massimo, suoi e di sua moglie).

Fuga dall’Italia

Non c’è omosessuale in Italia che non abbia pensato di andare via da un paese che per i gay è oggettivamente ostile ad ogni livello. I recenti pronunciamenti del nostro parlamento in tema di discriminazione omofoba non lasciano alcuna speranza che almeno per i prossimi decenni, l’Italia possa fare qualche pur misero passo avanti in merito ai pari diritti che i gay, cittadini non ancora alla pari, rivendicano e ormai stanno ottenendo in tutta Europa.
Da tempo anche io vorrei – avrei voluto – andar via da questo paese che sempre più mi viene in odio, concittadini inclusi, ma il mio carattere e la mia storia me lo impediscono. Proprio dalla mia esperienza diretta mi permetto quindi di dare un consiglio paterno – una proposta di riflessione – ai giovanissimi gay che eventualmente qui leggono e che in un paese senza speranze per loro volessero invece continuare a coltivarla una speranza.
In fondo nella nostra sfortuna di italioti siamo invece piuttosto fortunati vivendo nell’area del pianeta in cui, in definitiva, le opportunità di “normalità omosessuale” sono molto vicine e assolutamente a portata di mano, oltre che forse ai massimi livelli.

In Europa, salvo le sue isole di inciviltà omofoba- tra cui svetta appunto l’Italia – è un “paese” in cui gli omosessuali si possono sposare, posso creare una famiglia e possono anche avere figli, possono cioè vivere la loro vita da cittadini come tutti gli altri. 
Se tutto ciò è ancora nelle vostre speranze, allora considerate prioritaria la maturazione di quegli strumenti che al momento opportuno consentano di prendere la via della civilità e lasciare il nostro bel paese e la sua brutta gente esclusivamente tra le mete delle vacanze estive.

E allora studiare l’inglese come fosse una questione di vita o di morte, cogliere ogni possibile occasione per viaggiare e conoscere le tante possibilità che il nostro continente finalmente unito consente, studiare magari all’estero posto che al giorno d’oggi uno studente fuori sede che sia a qualche ora di treno o un’ora di aereo poco cambia. Quel che a vent’anni però ancora vi sarà difficile capire è che proprio a vent’anni è il momento di decidere e scegliere, perché se a vent’anni è tutto sommato piuttosto semplice prendere l’aereo e costruirsi una vita altrove, a trenta diventa  estremamente difficile, a quaranta praticamente impossibile.

Omofobia? Chisenefrega!

Preferisco sempre riflettere sulle cose con un certo distacco, anche temporale, rispetto al momento in cui la questione sorge, ad evitare che la rabbia e la passione prendano il posto della lucidità..

Orbene era infine approdata nel nostro parlamento una proposta di legge che mirava a sancire una aggravante per i reati di natura omofoba.
Non era una formulazione particolarmente brillante per affrontare il problema ma questa era. finalmente l’occasione per sancire a livello legislativo che anche questo paese, insieme a molti altri, non tollera le discriminazioni legate all’orientamento sessuale al pari di come, giustamente, non si tollerano le discriminazioni per razza, religione e così via.
La proposta è stata immediamente liquidata con uno stratagemma e le spiegazioni portate dalle forze politiche che l’hanno bocciata hanno dell’incredibile, arrivando a sollevare lo spauracchio dei matrimoni e delle adozioni per i gay (che non si capisce poi perché siano tanto a maggioranza, persino tra gli stessi gay, legittimati come “derive”).
Avrebbe dovuto essere solo una sorta di dichiarazione di pricnicpio, posto che pestare una persona, che lo si faccia perché nero, ebreo, gay o soltanto antipatico rimane un reato di per sé e come tale viene comunque perseguito. Il principio che discriminare un omosessuale è non solo illegale ma incivile e quindi la legge, che cività enuncia e regola, pone in atto tutto ciò che può per evitare che pervada i rapporti tra le persone.

E invece no, se un messaggio il nostro parlamento è riuscito a far passare e che in definitiva è largamente condiviso dalla popolazione che questo parlamento ha eletto, è il messaggio opposto: l’omofobia non è una cosa abbastanza grave per gli italiani da giustificare una menzione legislativa, come minimo non è affare che riguarda la civiltà italica nel suo complesso, al più è affare dei gay italiani, che se la sbrighino da loro.

L’Italia lancia a noi gay un messaggio attraverso la sua massima rappresentanza popolare. libera per di più per l’occasione da vincoli di aderenza partitica: omofobia? CHISENEFREGA!!

Omofobia è un reato?

L’omofobia andrebbe punita per legge?

Stephen Gately dei Boyzone è morto

Stephen Gately

Stephen Gately

Stephen Gately dei Boyzone è morto in Spagna nella notte. Sconosciuta, per ora, la causa del decesso.
Dieci anni fa aveva rivelato di essere gay (dichiarazione non facile nel mondo della canzone).

Ansa.it
Corriere.it

Pubblicato in Press. 2 Commenti »

Coraggio

Nel bel mezzo di una accesa ma composta discussione – diciamo pure un litigio in tutta regola – con un collega di altro reparto: “..per altro io la stimo per il suo coraggio, per essere se stesso.. ” con evidente ma non citato riferimento al mio ormai noto a chiunque e sostanzialmente dichiarato orientamento.
In un primo momento mi ha quasi fatto piacere questo riconoscimento, per poi accorgermi però che sottendeva un principio e una verità “pesanti” per di più sottolineati da un etero, libero dal coinvolgimento personale o dallo schieramento ideologico.
Essere apertamente gay, non nascondere la propria condizione anche quando possibile, è un gesto “coraggioso”?
Sarà anche vero, siamo forse per necessità più coraggiosi dei nostri omologhi etero orientati, io però continuo a sognare un paese e un mondo intero in cui invece essere se stessi sia qualcosa di assolutamente naturale e non necessiti  di gesti coraggiosi.