Pubblicato da: maskione su: 5 febbraio 2010
Credete in Cristo e siete gay? Lasciate la Chiesa di Roma che non fa altro che sputarvi addosso il proprio odio e il proprio rancore e migrate in un’altra chiesa più in linea con gli insegnamenti del Maestro, oppure fondatevi una vostra Chiesa, magari con l’aiuto dei tanti preti omosessuali che popolano le gerarchie ecclesiastiche.
Se, invece, siete masochisti fino al midollo, allora restate pure nella Chiesa di Roma.
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Il pene di Gesù
Pubblicato da: maskione su: 3 febbraio 2010
Oggi mi è arrivata un’e-mail di risposta (politicamente corretta) da L’Oréal alla mia e-mail sulle dichiarazioni omofobe di Lurella Cuccarini.
Ecco il testo integrale della risposta di L’Oréal:
Gentile signor D.,
La ringraziamo per la sua lettera, che ci dona l’opportunità di chiarire ancora una volta come il rispetto di qualsiasi diversità, opinione ed orientamento sia alla base dei valori aziendali L’Oréal, fin dal nostro interno . Riteniamo infatti che le nostre equipes debbano integrare in sé persone di qualsiasi genere, provenienza, religione ed orientamento. Perché la nostra esperienza ci ha dimostrato che tali gruppi di lavoro sono sempre i più produttivi in termini di creatività e capacità realizzativa.
Anche nei posti di maggiore responsabilità abbiamo persone che rappresentano mondi, culture e modi di essere assai diversificati. Approfittiamo dell’occasione per segnalarle un’intervista ad uno dei nostri Top Manager, Youcef Nabi, già direttore generale di L’Oréal Paris ed ora DG Lancome, pubblicata sul numero di Vanity Fair del 3 febbraio 2010, molto interessante in questo senso.
Tale nostro impegno è stato anche identificato a livello mondiale con l’attribuzione di diversi riconoscimenti: dal Lebel Diversitè del Ministero dell’Integrazione francese fino al prestigioso Stanley C. Pace Leadership in Ethics Award.
Ciò detto non possiamo entrare in alcun modo nel merito delle opinioni della signora Lorella Cuccarini, che rispettiamo.
Noi continuiamo e continueremo a lavorare perché la nostra azienda possa essere un riferimento nel campo del rispetto della persona, della diversità e dei valori di cittadinanza.
Cordiali saluti
Vittoria
Servizio Consumatori L’oreal
Pubblicato da: maskione su: 31 gennaio 2010
Mail bombing organizzato dagli utenti di Facebook. Ecco il testo.
Scriviamo a L’Oreal Italia per segnalare che Lorella Cuccarini è omofoba e che su Facebook è partita la campagna di boicottaggio contro i prodotti L’Oreal
_____________________
Email da inviare all’indirizzo: servizioconsumatori@it.loreal.com
Oggetto: Lorella è Omofoba? Boicottiamo L’Oreal!
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Spett. Società,
Lorella Cuccarini, testimonial di uno dei vostri prodotti, ha espresso opinoni nelle quali si ravvisa un’evidente omofobia, avendo ella sostenuto “Mai matrimoni e adozioni per i gay”.
Tale opinione, legittima sul piano personale, è fortemente discriminatoria verso le persone omosessuali, poiché nega la parità di diritti per le persone omosessuali sulla base di un pregiudizio contraddetto dalla dottrina, dalla giurisprudenza e dalla realtà dei fatti.
Vi invito pertanto a dissociarvi pubblicamente dalle dichiarazioni di Lorella Cuccarini, avvertendo che su Facebook è stata lanciata una campagna di boicottaggio verso i vostri prodotti, ovviamente non solo quelli del brand Garnier, ma di tutta la gamma L’Oreal – http://www.facebook.com/group.php?gid=303511339327.
Confido in una vostra pronta reazione e vi saluto cordialmente,
[Nome e cognome]
[Città]
Pubblicato da: maskione su: 30 gennaio 2010
Ne dà notizia Ivan Scalfarotto: il 23 marzo prossimo la Corte Costituzionale deciderà “sull’incostituzionalità delle norme che impediscono a due uomini o due donne di fare le pubblicazioni matrimoniali”.
In pratica, se risultasse incostituzionale per una coppia gay il divieto di annunciare le proprie nozze, sarebbe automaticamente incostituzionale vietare il matrimonio tra due persone dello stesso sesso.
In realtà, l’Art. 3 della Costituziona parla chiaro, ma sembra che i nostri parlamentare questo articolo non lo conoscano affatto:
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Pubblicato da: maskione su: 27 gennaio 2010
I maschi della mia generazione hanno fatto la visita di leva. Mi ricordo che l’appuntamento era atteso con una certa apprensione e coinvolgeva tutti i coscritti di una stessa zona.
Tra le varie attività previste dalla visita, c’era il controllo medico dell’apparato riproduttivo. Ci si metteva in fila indiana e si aspettava il proprio turno, arrivato il quale il medico ci palpava i testicoli e ci guardava il pene, per vedere se tutto era apposto…
Oggi la visita di leva non esiste più e si vedono le prime conseguenze che hanno condotto i nostri governanti a varare la campagna “AmicoAndrologo“.
Infatti, sul sito della campagna si legge:
“Nel corso degli ultimi anni è stato registrato un preoccupante incremento delle affezioni andrologiche in termini di patologie organiche riproduttive e sessuali. Tutto ciò sarebbe correlato a comportamenti scorretti o dannosi acquisiti in età giovanile, dovuti ad una scarsa informazione. In Italia la mancata attenzione verso un adeguato programma di prevenzione andrologica è responsabile del peggioramento del potenziale di fertilità delle future generazioni. Con l’abolizione della visita di leva, che in passato costituiva una forma di screening su larga scala, è venuta a mancare anche l’unica attività preventiva di primo livello. La salute riproduttiva e sessuale maschile viene presa in considerazione solo quando le problematiche diventano eclatanti, spesso con un ritardo che vanifica l’azione medica e si accompagna ad una crescita dei costi sanitari.
Per questi motivi, il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, nel Dipartimento della Prevenzione e Comunicazione, ha organizzato un programma di informazione e prevenzione, operativo sul territorio nazionale, rivolto agli studenti di età superiore ai 18 anni, frequentanti le classi quinte delle scuole superiori”.
Fonte: http://www.amicoandrologo.it/
Dunque, cari ragazzi che ci leggete, l’invito è presto detto: fatevelo toccare!
Pubblicato da: homowriter su: 19 gennaio 2010
No! Non hai sbagliato indirizzo! Sei proprio su Homopage! Ci siamo solo cambiati d’abito…
Lo spirito, però, resta immutato e immutata la voglia di sapere come la pensate a proposito dei temi che suggeriamo alla vostra attenzione.
Non dimenticate, poi, che se avete voglia di partecipare attivamente a Homopage, potete farlo anche andando un po’ più oltre il “semplice” commento. Le occasioni non mancano!
Pubblicato da: maskione su: 19 gennaio 2010
Non so se sortirà qualche effetto, ma la lettera parla chiaro: legiferate, perché siamo discriminati!
“In 20 paesi europei sono in vigore leggi che riconoscono, pur nella pluralità e nella differenza di istituti e strumenti civili, le coppie di persone dello stesso sesso e ad esse attribuiscono precisi diritti e doveri, analogamente a quanto è previsto per le coppe formate da persone di sesso diverso.
Nella Carta dei Diritti, parte integrante del Trattato di Lisbona, e in diversi atti ufficiali dell’Unione si sollecitano i paesi aderenti a non discriminare le coppie omosessuali e quindi a legiferare in materia.
Milioni di persone omosessuali, transessuali, transgender, intersessuali in Italia si devono invece confrontare con un’umiliante indifferenza da parte delle istituzioni nazionali rispetto alla necessità che i loro amori, progetti di vita, diritti umani siano finalmente previsti nell’ordinamento.”
Pubblicato da: maskione su: 16 gennaio 2010
È da qualche tempo che sono convinto che i nostri diritti possiamo difenderli e rivendicarli appieno soltanto noi, perché soltanto noi sappiamo davvero cosa significhi essere discriminati in quanto persone appartenenti alla comunità GLBT.
Nel Parlamento italiano, attualmente, c’è una sola deputata che dichiaratamente appartiene alla comunità GLBT (l’onorevole Anna Paola Concia). Nonostante l’on. Concia sia una parlamentare attenta e assai attiva, mi pare un po’ poco, dato che come “minoranza” siamo molto numerosa e potremmo e dovremmo contare di più nelle scelte politiche del Paese.
Mi chiedo come mai, finora, non sia ancora nato un partito GLBT. Un partito che vada oltre quello che è il ruolo di una associazione; che faccia sentire la nostra voce non solo alla società civile, ma anche ai parlamentari che, oggi sempre di più, sembrano assai distanti dal volere dei loro elettori.
Possibile che nessuno abbia mai tentato di presentare una lista elettorale GLBT perché convinto che non sarebbe votata? Possibile…
Non resta che chiederlo esplicitamente, ben sapendo che Homopage non è in grado di elaborare sondaggi “scientificamente” esatti, ma solo raccogliere l’opinione dei propri lettori.
Ecco, dunque, la domanda:
Se alle prossime elezioni ci fosse anche una lista dichiaratamente GLBT la voteresti?
Pubblicato da: maskione su: 10 gennaio 2010
Spot contro l’omofobia. Sarcastico e convincente.
Pubblicato da: maskione su: 25 dicembre 2009
Per un futuro pieno di Diritti civili anche in Italia.
Tanti Auguri da Homopage.
Pubblicato da: maskione su: 11 dicembre 2009
Scrive Bruce Springsteen sul suo sito internet:
“Come molti di voi che vivono in New Jersey, ho seguito il progredire della legge sulla parità del matrimonio che viene discussa in questi giorni a Trenton. Ho sempre creduto e parlato in favore dei diritti delle coppie dello stesso sesso e mi trovo completamente d’accordo con il Governatore Corzine quando scrive ‘La questione della parità del matrimonio dovrebbe essere riconosciuta per quel che è realmente – una materia di diritti civili che deve essere approvata per assicurare ad ogni cittadino un trattamento uguale davanti alla legge.’ Non potrei essere più d’accordo con questa affermazione e spingo a farsi sentire tutti coloro che sono a favore di un trattamento paritario per i nostri fratelli gay e sorelle lesbiche.”
Grazie di cuore, Boss!
Pubblicato da: justonelie su: 3 dicembre 2009
Vedere un pc acceso sullo scrittoio di fronte al letto per me è stata una cosa assolutamente banale, non meritevole di attenzioni.
Visitare insieme a lui un sito di webcam sessuali gratuite dopo aver fatto sesso, una cosa altrettanto banale.
Ok, io sono un ingenuo perso, mi rendo conto, ma il giorno dopo ci sono arrivato: con evidente probabilità il sesso che ho fatto ieri è stato trasmesso in diretta planetaria proprio attraverso quel sito.
Evvabbè. Mi dispiace non averlo saputo prima, ma insomma non è poi sta gran tragedia, se non per il fatto che lui fosse vecchio e brutto
In effetti, pur non conoscendo ancora il sito, più di una volta mi era balenata l’idea di farlo in diretta web..
Il punto è che non riesco però ancora ad individuare quale sia la fonte di quel sottile piacere di mostrarsi in puibblico proprio nel momento più riservato.
Voi lo fareste sesso a beneficio della moltitudine vogliosa collegata in rete “all over the world”? Perché?
Pubblicato da: justonelie su: 16 novembre 2009
Uno spot contro l’omofobia in tv in Italia!
Ministero delle Pari Opportunità – Presidenza del Consiglio dei Ministri.
E quasi non ci volevo credere mentre lo stavo vedendo per la prima volta. Ora invece quasi non riesco a credere a quel che ho sentito: “Non essere tu quello diverso” lo slogan associato alla campagna. Possibile? “Non essere tu quello diverso”?
NON ESSERE TU QUELLO DIVERSO??
Ma esisterà mai messaggio più omofobo di questo?
Pubblicato da: justonelie su: 9 novembre 2009

Labbra o lingua?
Nel magico mondo degli incontri occasionali, dove capita di far sesso con chi non hai alcuna idea di come lo farà, una delle sorprese meno gradite per me è un uso oltremodo disinvolto della lingua.
Probabilmente sono ancora indietro sul versante della “passione passionale” ma onestamente io detesto essere slinguazzato! Non amo particolarmente la lingua che mi si spinge insistentemente in bocca, mi crea un discreto disgusto la saliva che mi si impiastra intorno alle labbra, sul collo, le orecchie, in faccia persino a volte, spiacevole anche ritrovarsi con i testicoli inzuppati e ingeliditi, per non parlare di quando, per fortuna ancora raramente, la lingua osa in altri remoti antri, pratica, a onor del vero, sensazionalmente piacevole ma sempre un passo oltre la mia soglia di sereno e disinibito trasporto.
Non intendo certo sostenere che la lingua non dovrebbe partecipare al gioco della passione e dell’intimità, anzi; fantastica quando con la punta sfiora un capezzolo, emozionante quando si incrocia per un attimo in un intimo bacio ed ovviamente immancabile quando, completamente dispiegata o lievemente trattenuta in bocca percorre da inizio a fine il pene in erezione, soffermandosi poi, in mille modi diversi, a sollazzare il glande.
Per quanto mi riguarda io trovo però assolutamente irresistibili ed irrinunciabili le labbra che, al contrario del bavoso organo gustativo, sono calde, ugualmente passionali ed intime, umide ma non bagnate, più tattili, più presenti sulla pelle, persino più “eleganti” se posso osare questa distonia con l’argomento in campo.
Quel che ancora mi sfugge, vista la mia modesta esperienza, è se questo mia particolare idiosincrasia sia affare di pochi, e quindi se mi ritroverò in futuro sempre più spesso slinguazzato e colante, o se non sia io il solo e quindi possa ancora sperare in piacevoli asciuttissimi incontri.
Magari mi sto perdendo qualcosa, magari devo solo imparare ad apprezzare ed utilizzare al meglio questa coppia d’assi della percezione sensoriale. Ditemi tutto! Voi come usate le vostre labbra e la vostra lingua e come vi piace che le usino i vostri partner?
In questo ipotetico derby d’andata io assegnerei quindi la vittoria alle labbra, ma lascio a voi ritorno e spareggio.
Pubblicato da: maskione su: 31 ottobre 2009
“Le continue aggressioni non sono un problema degli omosessuali, ma nostro. E siamo noi, non loro, a doverci vergognare”.
Aldo Cazzullo, Buttiglione e i gay, in “Magazine del Corriere della Sera”, 29 ottobre 2009.
Concordo con Cazzullo: sono loro (gli etero) a doversi vergognare della violenza contro gli omosessuali, non noi a vergognarci per essere quello che siamo…
Dicono come la pensano...