Frontiere

  Mi capita spesso di sintonizzarmi sull’unico canale televisivo disponibile in lingua italiana ma non italiano, RSI (la svizzera), per la mia ormai cronica avversione a tutto ciò che è italiano medio, tv inclusa.
  L’orario è quello che televisivamente parlando è il top del top, gli inserti pubblicitari precedenti il prime time serale, le otto e mezza/nove.
  Cinque secondi, non di più: un campo da tennis, due fighetti  ”piacere sono Marco”, stacco, camera da letto e i due nudi che scopano di brutto.

Lovelife.ch

Lovelife.ch

  E’ l’UFSP (Ufficio Federale della Sanità Pubblica) svizzero ad aver commissionato questo spot per promuovere la lotta all’AIDS e non si è certo preoccupato di escludere i gay o di confinare il promo in orari più “adeguati”.
  Parliamo del prime time, della cosiddetta “fascia protetta” con tanto di bambini davanti al video, parliamo di un ente pubblico su una tv pubblica, parliamo di un altro mondo, non di un’altra nazione, parliamo di noi, non di loro, di quanto noi siamo rimasti indietro, confinati – prigionieri – della pochezza italica.

  Gli spot li ho troviati solo qui: http://www.lovelife.ch/ la presentazione della campagna invece è qui: http://www.bag.admin.ch/dokumentation/medieninformationen/01217/index.html?lang=it&msg-id=27267

India: essere gay non è più reato.

Molto ironicamente è il caso di dire “un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”.
Nel web e nei TG televisivi oggi ho sentito questa notizia, almeno ogni tanto una BUONA notizia.
Spazio ai commenti.
Qui uno dei tanti articoli.

Roma Pride 2009

Gaio digitale

Le polemiche legate alla trasmissione sulla TV italiana di gaie cose abbondano oltre ogni ragionevole misura. L’arretratezza del nostro paese è palese in mille e più ambiti tra cui però, fortunatamente per certi versi, c’è anche quello tecnologico. Si vede infatti che neppure il papa riceva ancora la tv digitale terrestre e quindi non abbia ancora sguinzagliato i suoi censori sui canali trasmessi mediante questa nuova piattaforma.
Ormai da qualche mese è in onda infatti su RAI4 un telefilm ad altro contenuto gaio, dove anzi le tematica dell’accettazione di se stesso, il coming out, il rapporto con la famiglia, sono limpidi, ben trattati, senza esitazioni o storture. Un telefilm che seguo ogni volta mi è possibile in compagnia della mia mamma e che in poche puntate, credo, abbia spiegato alla mia cara mammina quanto io avrei faticato a fare in mesi e mesi di discussioni. Il papà purtroppo fugge alla sola vista della sigla, immagino io proprio per la ragione di cui sopra.
Sto parlando di “Brothers & Sisters” che ieri ha regalto agli amici omosessuali una puntata davvero speciale; Kewin, il personaggio gay protagonista, convola a nozze con il suo cucciolo Scotty.

Mi raccomando però, non ditelo al papa o alle associazioni gay che esiste la TV digitale terrestre, che altrimenti il mio telefilm preferito torna nei magazzini RAI a fare muffa.

Hai mai fatto del S/M?

“I numeri dell’ultimo convegno di sessuologia di Roma parlano chiaro: sono più di tre milioni gli italiani che integrano nella loro sessualità qualche forma di BDSM, acronimo di Bondage e Disciplina, Sadismo e Masochismo. Ma non pensate a scenari apocalittici. Tutto è condiviso con buona pace e soddisfazione di entrambi i partner. Insomma sdoganato il duo frustino&manette, capita che la coppia collaudata, magari sposata da 10 anni e con prole, nel week end si dedichi al corso di bondage (cicli di otto lezioni circa, con kit omaggio al momento dell’iscrizione e dispense per esercitarsi a casa!). Anche il più recente Global Sex Survey di Durex ci racconta che fra 317.000 persone intervistate in 41 paesi circa il 20% ha usato almeno una volta maschere, bende o altri strumenti di bondage.”
L’articolo prosegue sul Corriere.it

E tu? Hai mai praticato il S/M?

Gillette non lo dice agli italiani…

Maskietti, come ci si depila l’inguine? Gillette lo spiega in un video che, però, non è visibile nel portale italiano…

Noi ve lo mostriamo!

Fronte Retro

Ci sono caratteristiche del proprio corpo che a volte ci fanno sentire strani, che ci inducono a pensare che qualcosa non vada come dovrebbe. La cosa poi acquista un certo peso quando, confronto dopo confronto, ti accorgi di essere davvero uno dei pochi, se non il solo.
Qualche giorno fa incontro però un coetaneo che mi regala una discreta serenità confermando che la mia caratteristica è pure la sua.. come minimo non sono il solo quindi, è già una bella rassicurazione.

La questione è tipicamente finocchia e quindi non poteva mancare da Homopage.
Ditemi gente,    quando lo prendete nel culo, l’uccello vi si smoscia? Vi diventa più duro? Che fa? Come sono collegati fisicamente e psicologicamente i vostri lati A e B?

In Europa è diverso!

Torino Pride 2009 - 16 maggio 2009 ore 15 in Piazza Solferino.

Maskione ci sarà…

Manifesto del Gay Pride di Torino 2009

Manifesto del Gay Pride di Torino 2009

Visioni “struscianti”

La scorsa settimana mi è accaduta una cosa molto divertente che ho condiviso sia con il mio compagno che con il nostro Jol che mi ha dato un perfetto spunto proprio per questo post. Voglio capire una cosa da ognuno di voi lettori di questo blog. Vi è mai capitato di trovarvi in qualunque luogo (qualcuno che sicuramente leggerà questo post mi ha confessato che a lui è successo pure al supermercato) di trovarvi davanti ad una persona qualunque (che tra l’altro voi non vi filate assolutamente) che decide di cominciare a toccarsi il pacco per attirare la propria attenzione? A me era già successo in spiaggia lo scorso anno e ne avevo anche parlato.  Mi trovavo sul treno metropolitano per Fiumicino aeroporto al ritorno dal lavoro. Indossavo i miei occhiali da sole specchiati e me ne stavo per fatti miei. Ad un tratto sale sul treno un ragazzo, veramente carino. Molto alto abbastanza asciutto, capelli brizzolati e occhi azzurri. Un viso notevole, la corporatura nella norma.  Si mette all’opposto del gruppo di sedili a quattro e inizia a guardarmi in tralice. Continuo a farmi i cazzi miei.

Sposta la sua borsa e comincia a strusciare vorticosamente il suo coso, totalmente incurante della mia totale indifferenza (ok, chiaro un minimo di eccitazione c’è stato, non capita di trovarti faccia a faccia con un ragazzo che ci prova in modo così diretto).

La cosa che mi fa più ridere di queste persone è che più sei impassibile (ho un autocontrollo notevole dato l’amore nei confronti del mio compagno ho detto molte volte no a questo tipo di avances quando ero da solo) e più insistono e si toccano.

La volta precedente mi era capitato in un ufficio postale pieno di gente la mattina alle 8.00, da parte di una persona già incontrata sempre con il treno.

Riprendendo il tema del mio collega scrivano del precedente articolo vi chiedo, ma il treno arrapa? E l’indifferenza o il rifiuto pure (ndr c’è una canzone di Madonna Forbidden Love del 1994 che dice “Rejection is the greatest aphrodisiac” magari ha ragione… :) )?

Il brutto arrapa?

Si ok, “non è bello ciò che è bello è bello ciò che piace”, evvabbene la fiera dei proverbi contadini, ma
Raul Bova, per esempio, non si sa se è bello oppure no? “Dipende”? Dipende – scusatemi l’eleganza - ”STO CAZZO”!!
Esiste eccome una percezione collettiva del bello e quindi del brutto, una sorta di convenzione universale che fa riconoscere a tutti, a prescindere dai gusti personali, un bello da un brutto.
Premessa indispensabile per porre la questione che arriva dritta dalla mia esperienza personale.
Non sarò un cesso, non sarò un mostro, ma oggettivamente io non sono bello, cioè a dire io sono sereneamente brutto, “bruttino” va’, mi concederò un briciolo di condiscendenza. Ciò nonostante, tutte le volte pubblico un profilo pornografico qua o là, ecco spuntare proposte sessuali da destra e da sinistra.
Vero, di sessuomani è pieno il mondo e quindi il gaio mondo e il gaio mondo online pure, ma che mi colpisce è il profilo di chi mi contatta, senza per altro che io lasci intendere di essere interessato (è un profilo pubblicato per altri affari): bei manzi, ragazzetti fichetti, palestrati d’alto bordo, giovani e vecchi, belli e brutti appunto, non manca nessuno all’appello. Sono brutto eppure mi si vuole fare lo stesso.
Perciò la domanda è inevitabile: il brutto, proprio perché brutto magari, arrapa?