Lo dico o non lo dico? Ma, poi, perché dovrei dirlo? E perché non dovrei dirlo? Che c’è di male? Mi piacciono i ragazzi, mica vado a fare rapine in banca!
Quando ero un ragazzino l’ho detto al mio amico del cuore. Ha voluto provare a fare sesso con me. Ci siamo divertiti per qualche tempo.
Anni dopo ho “rivelato” a due care amiche che ero innamorato di un ragazzo. Una è arrossita, ha chiesto se avesse capito bene e poi - quando ho confermato - ha chiesto di conoscere il ragazzo che mi aveva fatto perdere la testa. L’altra mi ha semplicemente augurato di essere felice: nessun stupore…
Per me - oggi - il problema quasi non si pone più: in un certo senso do quasi per scontato che si sappia che sono gay, in ragione della mia visibilità…
Ad ogni modo - a mio avviso - ognuno fa caso a sé. Consiglio solo di essere sereni quando si decide di dirlo a qualcuno. Che non paia una confessione di un crimine, ma una confidenza amicale…










29 Agosto 2007 alle 22:20
a me neppure credevano. ho dovuto minacciarli. un’altra mia amica, non appena l’ha saputo, mi ha detto: “Anche tu?” e io: “Eh sì”. E lei: “Beh, ma volevo dirti di ieri che sono andata al mercatino delle pulci…”.
E io che speravo in scenatone drammatiche, in domande curiose, in cose tremende e tragicomiche. No, niente di niente. Una noia mortale. Neppure un attimo di sorpresa. Almeno quello potevano lasciarmelo?
Tutto maledettamente normale.
Si vede che ci si nasce. Normali, dico.
29 Agosto 2007 alle 22:24
Oggi io mi sento anche dire: “Beh, certo, tu che sei gay” da persone quasi sconosciute! La mia diversità viene data per scontata!
Bacetti
MSK
31 Agosto 2007 alle 21:23
Visto che si parla di gay volevo segnalarvi un’intervista del 1972, ora in rete su http://www.gionata.org, in cui quattro omosessuali raccontano quello che era allora il loro presente,
quando il sogno di ogni “frocio” era di passare inosservato nella società che lo circondava. Quattro storie che ci raccontano di vite vissute nel nascondimento…
Ma ora tutto è cambiato, vero? o No!
1 Settembre 2007 alle 10:59
Il link qui sopra nn funziona… Quello corretto è:
http://www.gionata.org/notizie/approfondimenti/anno-1972.-quattro-omosessuali-si-raccontano.html
Per mesi ho esplorato la rete alla ricerca di esperienze di altri ragazzi x farmi un’idea di quello ke mi sarebbe potuto capitare… Purtroppo in molti casi c’era dietro un’emarginazione peggiore di quella raccontata in quella intervista del ‘72. Se penso ke sono passati 35 anni mi viene da piangere…
4 Settembre 2007 alle 7:58
Finora avete parlato solo di coming out con gli amici andati bene… con i genitori le cose cambiano abbastanza o no?
Ad un amico puoi anke riuscire a nasconderlo, mentre i genitori se vivi a casa con loro e non sei un represso prima o poi se ne accorgono…
Se un amico la prende male al massimo il rapporto finisce, i genitori invece sono per sempre… come i diamanti.
Per non parlare poi delle pressioni ke i genitori possono esercitare sui figli quando nn si è ancora economicamente indipendenti…
E poi diciamo la verità, con gli amici è + naturale parlare di certe cose, con i genitori invece c’è l’imbarazzo dovuto al legame e la sensazione ke nn possano capire xkè appartengono ad un’altra epoca… già nn ho parlato loro delle mie storie etero, figuriamoci ora ke sto con un ragazzo!
Vengo al mio caso: 17 anni, fidanzato da due mesi trascorsi quasi interamente a casa del mio boy dove ho toccato con mano il rapporto sincero ke ha con i suoi (per approfondimenti http://homopage.wordpress.com/2007/05/29/heart-beat-lamore-e-laltre-cose/#comment-7464 ). Loro stessi mi hanno spinto a dirlo ai miei, convincendomi ke nn c’è nulla di male. Ora però ke sono tornato a casa mia tutto il coraggio mi è mancato e nn so come fare…
Mi piacerebbe un sacco dirlo se avessi la certezza ke poi qui si respirasse la stessa aria serena ke si respira a casa del mio cucciolo, ma se invece calano le tenebre e poi nn mi fanno uscire o finiamo a litigare ogni giorno… aiutooooo ke faccio??
4 Settembre 2007 alle 13:42
Ciao Anto,
non hai pensato di parlarne anche con tuo fratello chiedendogli consigli in merito? In fondo tuo fratello conosce bene i tuoi genitori e potrebbe essere un “profeta” attendibile su come la prenderebbero i tuoi a sentirsi dire che sei gay.
Bacetti
MSK
4 Settembre 2007 alle 19:26
Ciao MSK,
le poche volte ke ne abbiamo parlato, mio fratello mi ha detto di non dirlo a NESSUNO, compresi mamma e papà. E’ convinto ke sia una cosa passeggera e ke se lo dicessi rischierei di rimanere “marchiato a fuoco” per tutta la vita.
A volte penso ke lui dica così x la vergogna ke si sappia in giro ke ha un fratello frocio!
Comunque sono sicuro ke se trovassi il coraggio di dirlo ai miei e qualcosa andasse storto, Luca sarebbe dalla mia parte, soprattutto adesso ke siamo così legati.
Fino alla settimana scorsa ero spensieratamente immerso nella mia “vita di coppia” e ora sn qui a piangere disperato. In un momento come questo l’Anto di prima avrebbe maledetto la sua gayezza, ma ora l’amore x il mio cucciolotto mi impedisce anke solo di pensarla una cosa del genere…
4 Settembre 2007 alle 19:47
Non piangere, anto, non piangere… Pensa che sei fidanzato, che hai un cucciolo al tuo fianco e che vi amate.
Per dirlo ai tuoi c’è sempre tempo: non è che tutto deve avvenire contemporaneamente, ossia, l’amore e il coming out e chissà cosa altro! Vai pure per gradi e prenditi i tuoi tempi, ma non piangere!
Bacetti
MSK
5 Settembre 2007 alle 23:42
Grazie MSK per il sostegno, ma a volte mi lascio prendere dallo sconforto xkè mi sento in trappola, vorrei vivere da solo per non dover rendere conto ai miei di quello che faccio ma nn è possibile.
Oggi ho pensato molto alle tue parole “non è che tutto deve avvenire contemporaneamente” e probabilmente hai ragione tu.
Certo che quando Dany tornerà qui in città nn sarà molto bello ke io sn ben accolto a casa sua e lui invece neanke lo posso invitare a cena…
10 Settembre 2007 alle 21:34
Orbene io ho ormai superato i 38 anni e il mio approccio, fin da quando ne avevo venti e mi era chiaro il “problema” genitori, è stato piuttosto semplice.. “la mia vita privata non vi riguarda”.. con il tempo è diventata “per il mio e per il vostro bene”. Non ho mai preso in seria considerazione l’ipotesi di chiamare mamma e papà ad un tavolo per fare la clamorosa dichiarazione, forse soltanto per paura, non saprei dire. A posteriori però, pur non considerandola una soluzione consigliabile a tutti, devo dire che ne sono piuttosto soddisfatto. Ho avuto il tempo di battagliare sui principi generali della tolleranza e del rispetto. Ho avuto il tempo di inettare nella mia famiglia, con una certa calma, le informazioni salienti su un mondo sconosciuto anzi travisato dalla cultura imperante omofoba.
I miei hanno avuto il tempo di capire da soli che il loro beneamato figliolo non è “normale” anche perché io non ho mai mentito, ho semplicemente omesso, anzi ho sempre rivendicato una generica “diversità”, abituandoli lentamente nel frattempo all’idea che io non mi sarei mai sposato, non avrei mai avuto figli, che non avrebbero mai partecipato alla mia vita affettiva e e così via. Um domani probabilmente passeranno da casa a farmi una sorpresa o mi incontreranno per caso al supermercato e mi vedranno insieme al mio compagno.. sceglieranno loro se e quanto includerlo nella loro vita o se e quanto escludere me dalla loro. Del resto oggi mi viene spesso da pensare.. ci ho messo io, coinvolto in prima persona, vent’anni per fare pace con la mia realtà, come potrebbero loro comprendere da un giorno all’altro? Il coming-out come spesso si sente, non può che essere un’esperienza traumatica per tutti se non adeguatamente introdotto, pur considerando che spesso i genitori sono i primi a rifutare l’idea di avere un figlio finocchio quando avrebbero tutte le informazioni necessarie per capire loro per primi.
In sostanza tutti sanno senza che nessuno abbia mai detto, questo è il mio (non)comig-out in famiglia.. sembrerà una tattica un po’ meschina, forse un po’ ipocrita e vigliacca pure ma a pensarci bene è molto ma molto più “vera” di tante altre che scelgono la menzogna e il raggiro per molti anni e che nella mia visione della vita sarebbero stati irrispettosi e arroganti e loro si meschini nei confronti dei miei genitori, feriti molto di più che non da un solido, lucido, onesto e ragionevole silenzio.
Le contrindicazioni per una “soluzione” del genere non sono poche ma nel mio caso questa via ha assicurato a me e alla mia famiglia un discreto equilibrio. Ci si vuole bene, si può contare l’uno sull’altro e ognuno conserva la sua libertà di scegliere.
10 Settembre 2007 alle 22:18
Me ne ero quasi scordato, ma a volte il coming out non serve:
http://homopage.wordpress.com/2007/09/10/quando-mamma-mi-ha-beccato-non-aprite-quella-porta/
10 Settembre 2007 alle 22:52
ohioi! ogni 3 x 2 scrivete un link diverso dove affrontate diversi argomente e non so mai dove scrive! justonelie, ho dovuto leggere la tua risposta 3 o 4 volte xke nn riuscivo a capirla fino in fondo..posso dare colpa all’ora ma penso ke un discorso così ben articolato nn sarei riuscito a farlo neppure alle 3 del pomeriggio! non ho capito bene una cosa…il rapporto cn i tuoi..
10 Settembre 2007 alle 23:10
x anto
entro in qst sede x la prima volta ed ho letto le ultime cose ke hai scritto… te sarai sensibile ma io fra un po’ mi metto a piange xke hai qst problema!mi sono talmente impersonificato ke sto male ank’io..!penso a cm poteri reagire se mi trovassi nella tua situazione e posso pensà quanto mi pare ma credo ke al tuo posto c sarei io nel letto a piangere!facile dirti di nn piangere e nn preoccuparti, è la cosa piu naturale ke c viene da dire ma alla fine nn credo ke possano essere d grande consolazione! l’unica cosa ke vorrei dire è ke niente è irrimediabile e nessuno puo volere piu bene ad un figlio se nn i propri genitori; all’inizio potrebbero nn capire o nn accettarlo ma nn credo proprio ke alla fine ti impedirebbero d stare con lui! il tempo è l’unica soluzione ad ogni tipo d problema, non sarà la piu rapida ma vedrai ke un giorno sarai felice dove, come e con chi vorrai!
11 Settembre 2007 alle 1:12
A.J. anke tu con la lacrimuccia facile… mi sa ke tra noi due quanto a iper-sensibilità nn si sa ki sta messo peggio
Quello ke hai scritto è quello ke penso ankio: prima o poi i genitori accettano e il tempo sistema tutto. Il problema è ke quando uno è innamorato nn è capace di aspettare, diventa impaziente. Se facendo coming-out i miei la prendessero male e ostacolassero la mia storia con Dany anke solo x poco tempo io impazzierei e forse arriverei pure a scappare di casa!
E allora è meglio ke x ora nn rischio e il mio amore “diverso” me lo tengo x me, anke se qst mi costa qualke lacrima xkè la voglia di essere sincero con i miei è tanta e reprimerla è dura!
11 Settembre 2007 alle 9:13
Justonelie,
premetto ke nn voglio assolutamente giudicare la tua scelta (nn mi permetterei mai xkè è una cosa delicata e dipende dal carattere delle persone, dal tipo di rapporto ke hai con i tuoi genitori, da troppe variabili ke nn conosco). Quindi parlerò in generale.
Secondo me, ci sn cose ke prima o poi vanno dette alle persone a cui vogliamo bene (non basta omettere senza mentire, bisogna proprio dirle), altrimenti si finisce x escluderli dalla nostra vita. Faccio degli esempi ke apparentemente nn c’entrano niente: come si sentirebbe un genitore ke scoprisse da altri ke suo figlio è stato bocciato e nn ha detto nulla, oppure ke ha cambiato lavoro e nn ha detto nulla o ke ha vinto 100 mila euro al gratta e vinci (magari!!!) e nn ha detto nulla? Non ha mentito, ha solo omesso, ma è giusto? Se questo vale per la scuola, il lavoro, i soldi, a maggior ragione vale per l’amore, ke è una componente fondamentale della nostra vita ke non può non essere condivisa con un’altra componente fondamentale della nostra vita: mamma e papà. Pensa se ci si potesse sposare: omettere significa anke nn informare i genitori del proprio matrimonio e come si sentirebbe un padre o una madre a scoprire un giorno ke suo figlio è sposato e nn ha detto nulla?
Io posso anke capire chi nn dice niente ai genitori xkè nn ha accettato la sua diversità e la vive di nascosto (o meglio non vive o finge di vivere un’altra vita), ma se uno si è accettato e vive la sua vita apertamente xkè nn parlarne apertamente come si fa con tutte le cose importanti della vita? Forse i genitori soffrirebbero meno a scoprire la verità incontrando x caso loro figlio al supermercato mano nella mano con il suo compagno? Io penso ke alla sofferenza eventuale di saperlo omosessuale (ke ci sarebbe comunque) si aggiungerebbe un’altra sofferenza ben + grande: quella di essere stati esclusi dalla sua vita.
P.S. L’ho detto all’inizio e lo ripeto xkè ci tengo a nn essere frainteso: anke se può sembrare un giudizio sulla scelta personalissima di Justonelie, nn è qst il mio obiettivo e spero ke lui lo capisca.
11 Settembre 2007 alle 13:06
per esperianza personale dico ke la più grande sofferenza per un genitore è quella di essere esclusi dai propri figli. loro sono qui x aiutarci e per farci crescere e a mio avviso nn c’è cosa piu brutta x loro ke vedere ke il proprio figlio li taglia fuori dalla sua vita magari x paura di dare delusioni o di non essere accettato! ci hanno messo al mondo, ci hanno fatto crescere e nel bene o nel male loro x noi c saranno sempre!
11 Settembre 2007 alle 16:19
Anto caro, ma guarda che io mica mi spavento se guidichi la mia vita, anzi.. ti pare che la metterei in piazza così se temessi il giudizio altrui? Take it easy, “giudizio” è una parola buona, se non giudichi non puoi scegliere, se non fai scelte non sei nessuno. E poi a me interessa il giudizio degli altri, scelgo la mia strada in autonomia ma sentire più voci possibili per me è una risorsa.
Per rispondere anche ad A.J. comunque, preciso che io non ho mai detto ai miei di essere finocchio ma i miei ne sono piuttosto consapevoli. Io gli parlo di cose gay, io reagisco alle cose gay.. All’ultimo gay pride in tv la mamy fa al papy.. “dai papà, vai a Roma tra i genitori di omosessuali” e il babbo di rifllesso, ormai educato alla tolleranza ma pur sempre omofobo di primo rango per giustificato motivo, “se mio figlio è gay va bene” (con tono rassegnato) “basta che non si concia come quella gente lì” (dispregiativi di ogni genere a seguire). Potrei citarti anche altre battute scherzose di mio padre del tipo (io ripeto ossessivamente di voler scappare dall’Italia per andare in Finlandia) “quando tu andrai in Finlandia e ti sposerai con un biondo nordico io verrò, farò il mio dovere di padre e poi me ne tornerò in Italia” oppure, sempre mio padre, commentando la mia scelta di piano cottura e di un lavello color antracite “uh signur, una cusina da culatuni”.
Certo, siamo al livello della battuta di spirito, ma i contenuti sono inequivocabili, i miei genitori hanno capito perchè io ho voluto che capissero, di più non mi sembra necessario proprio perché il nostro rapporto è sempre stato improntato ad un livello di indipendenza molto alto. I miei non si sono mai intromessi nelle mie scelte personali ovvero non gli ho mai consentito di farlo. Io sono un “figlio degenere” nei loro scherzosi discorsi in virtù per esempio del fatto che ho comprato una casa ben cinque anni fa e loro non l’hanno ancora vista, l’ho comprata però senza chiedere assolutamente nulla a nessuno, loro per primi.
Ripeto, è un equilibrio molto curioso tra il sapere e il non dire, potrebbe sembrare omertà ma ha più il sapore del quieto vivere di tutti che assicura una vicinanza molto serrata, la nostra famiglia è molto coesa, anche troppo dal mio punto di vista, e che proprio in virtù di questa compressione necessitava di una “distanza di sicurezza”.
In parte condivido il senso dell’onestà a tutti i costi da voi giovani rivendicata, condivido che prima o poi i genitori se ne fanno una ragione. E’ probabile che se avessi 18 anni oggi le mie scelte sarebbero diverse. Io avevo 18 anni vent’anni fa, il clima era diverso, io ero diverso. Voi vedete il vostro silenzio come un impedimento alle vostro vivere omosessuale, per me non è mai stato così perché io non son riuscito a vivere omosessuale prima di essermi guadagnao la totale indipendenza dalla mia famiglia.
Né allora nè oggi comunque, io sento il bisgno di rivendicare alcunché perché io le mie libertà le ho sempre avute, semmai me le sono impedite da solo, ero io il nemico della mia libera omosessualità, non i miei genitori.
Chiedo scusa per i due commenti romanzo su questo post.. sono stato incitato a mi sono lasciato andare.
11 Settembre 2007 alle 17:49
E’ sempre un piacere leggerti
Chissà magari i tuoi genitori hanno dentro delle domande ke vorrebbero farti e un bel giorno kiederanno anke a te quello ke mia mamma mi kiede quasi settimanalmente: “Sei innamorato?” e magari quel giorno deciderai di condividere con loro un pò dei tuoi cazzi (in senso metaforico). Chi lo sa?
L’indipendenza è bella (e nel tuo caso è stata vitale x vivere a pieno la tua vita gaya), ma è anke bello una volta tanto un pranzetto familiare con il proprio amore seduto accanto ke skerza con il suocero, mentre la suocera sputtana episodi della vita del figlio ke uno nemmeno si immagina… In un rapporto di coppia “diverso” è un’iniezione di normalità nn indifferente.
Ci negano il matrimonio ma nn ci potranno mai negare un natale in famiglia!
11 Settembre 2007 alle 18:23
Questo tuo è un sogno che non ho il coraggio di sognare.
Famigliola riunita, magari a Natale, con fidanzato incluso.. troppo, davvero troppo per me. Lo lascio nel mondo dei sogni per non soffrire inutilmente.
11 Settembre 2007 alle 19:09
Anke x me fino a poco tempo fa era solo un sogno… fin quando nn mi sn ritrovato a passare la + bella estate della mia vita a casa del mio boy con i suoi genitori e ho capito ke come dicono a Hollywood “tutto può succedere”!
Ti racconto solo una scena ke rimarrà x sempre scolpita nel mio cuore: mia prima cena con loro, tavola apparecchiata sul terrazzo con tanto di candele e il rumore dei grilli di sottofondo, parliamo del + e del - e a un certo punto Dany va in cucina a posare un vassoio e quando torna mi poggia le mani sulle spalle e mi da un bacio sul collo. Io sn diventato tutto rosso e mi sn bloccato con la forketta in mano. Su mamma se ne esce con “Oh, non vergognarti… se l’arrosto nn ti piace puoi lasciarlo”.
A lei nn passava neppure x la testa ke potessi essere imbarazzato x il bacio di suo figlio xkè x loro quella è una cosa normale…
Lo sapevo, ripensandoci mi son venute le lacrime. Ecco xkè nn vedo l’ora ke anke a casa mia le cose funzionino così…
11 Settembre 2007 alle 23:27
…. ho visto poco fa “i segreti di brokeback mountain”…nn so se l’avete mai visto… ma xke la vita dei gay dev’essere così difficile?? stanotte nn dormirò lo so già! JOL nn è mai riuscito a vivere cm avrebbe voluto fino a qnd nn ha guadagnato l’indipendenza dai genitori.. anto non può vivere con daniele liberamente x paura d una reazione dei genitori e chissà qnt altre persone sn costrette a tenere segreto il proprio amore xke il mondo di oggi non lo accetta. se potevo avere dei dubbi preferisco farmeli passare x nn esser costretto a soffrire! nn ho un carattere forte sotto qst aspetto.. nn resisterei..! spero ke presto tutte qst discriminazioni svaniscano e ke ogni persona possa maniffestare il proprio modo d amare senza dover essere giudicata.
12 Settembre 2007 alle 10:22
“se potevo avere dei dubbi preferisco farmeli passare x nn esser costretto a soffrire”
Se però quei dubbi erano fondati e ti ritrovi a vivere una vita contro la tua natura, allora sì ke sarai veramente costretto a soffrire… a soffrire in silenzio. Si può fingere con tutti, ma non con noi stessi, ricordalo.
p.s. quel film è il primo ke ho visto insieme al mio cucciolo… ammazza quanto ho pianto, meno male ke c’era lui con me!
12 Settembre 2007 alle 18:11
Mio caro A.J. ho una pessima notizia per te, davvero tremenda. La tua speranza è vana. Da quando io ero ancora un adolescente ho visto passare più di due decenni e la mia più amara scoperta è stata quella di vedere un intero paese ripiombare in un oscurantismo (riguardo le gaie faccende) più buio di quanto non fosse stato in passato. C’è stato un periodo, qualche anno fa, in cui davvero sembrava che a breve tutte le discriminazioni di cui parli sarebbero rimaste poca cosa ad esclusivo appannaggio di pochi poveracci, ma HOPLA’, in men che non si dica, per il naturale evolvere della civiltà (anche all’indietro in certi casi) ecco la sorpresa del neoconservatorismo e giù a dare addosso ai gay anche in paesi progrediti e civilissimi.
La tua soluzione perciò, mi dispiace dovertelo dire, è destinata al fallimento. Se hai necessità di vivere in un qualsiasi modo “diverso” da quelli che la nostra società omologante accetta senza riserve, ti toccherà decidere di accettare i giudizi della gente e fartene carico.
Domeica sera sono andato a spasso sulle mura della città alta insieme al mio carissimo Maskione. Passeggiavamo fianco a fianco parlando delle nostre cose, “frociando” liberamente all’occorrenza, anche quando seduti sulle panchine solitamente riservate agli innamorati su panorama di lucine luccicanti. Chiunque ci avrà visto insieme ci avrà scambiato per una coppia di finocchi ma il bello della cosa è che in verità ormai né a me né a Maskione la cosa turba minimamente al punto che maskione sto pensiero non lo avrà nemmeno fatto ed io ho pensato a questa cosa soltanto quando, tornato a casa, ho fatto il resocnoto della serata al mio cucciolo solitamente terrorizzato all’idea che a spasso con lui possa anche solo sfiorarlo per sbaglio.
12 Settembre 2007 alle 19:28
Confermo che non ci ho neppure pensato. Che vuoi che me freghi di come mi giudicano degli sconosciuti! Andiamo!
Bacetti
MSK
1 Ottobre 2007 alle 23:10
CARI AMICI, UN CONSIGLIO SPASSIONATO: DICHIARATEVI, DICHIARATEVI, DICHIARATEVI!! LA MIA VITA E’ MIGLIORATA QUANDO L’HO FATTO. E SONO SVANITE INUTILI PARANOIE E SENSI DI COLPA. E’ ANCHE FRUSTRANTE ARRIVARE A 30 ANNI LASCIANDO CREDERE AGLI ALTRI CHE SI E’ IMBRANATI CON LE DONNE. DEVONO SAPERE CHE SE NON TROMBIAMO CON LE DONNE E’ PERCHE’ NON CI ATTRAGGONO. TUTTO QUI. NON PASSIAMO PER IMBRANATI, PLEASE!
2 Ottobre 2007 alle 22:41
Ammetto che tra i tanti motivi a favore del coming out non avevo mai pensato a quello proposto da Sergio…
Certo, si tratta poi di vedere se nella propria cerchia di amici sia visto meglio un “imbranato con le donne” o un “frocio”, ma questa è un’altra storia.
5 Ottobre 2007 alle 10:28
sergio hai completamente ragione, da quando mi sono dichiarato vivo molto meglio sia in famiglia che nel posto di lavoro ma non è semplice nel mio caso c’è stato un episodio drammatico e da qui ho trovato la forza di dirlo a tutto il mondo comunque per i genitori è una bella mazzata. Dicono tutti che la gente si stia aprendo al mondo gay ma ti assicuro che non è cosi ancora c’è molto da lottare. Una cosa dimenticavo di dirvi che prima tutti mi dicevano “ma quando ti sposi?”era proprio un’ossessione ora queste voci non me lo sento dire +
5 Ottobre 2007 alle 18:02
Peterpan stavolta sono io ke faccio i complimenti a te!!! E pure a Sergio e a tutti quelli ke hanno trovato la forza di non nascondersi! Oltre a vivere + sereni voi rendete anke un servizio all’umanità… xkè è chiaro ke se iniziamo a spuntare come funghi, sapere ke il figlio della cugina del dentista è gay non farà più notizia…
p.s. Peterpan spero ke torneranno presto a chiederti quando ti sposi.. significherà ke quel giorno il nostro Parlamento avrà finalmente fatto una buona legge!
5 Ottobre 2007 alle 18:36
Anto 6 un tesoro di ragazzo, ma penso che in italia la legge che speriamo tutti noi, ce la dobbiamo scordare,non dimenticare che il vaticano in questo caso influisce molto e guarda caso si trova in italia
23 Novembre 2007 alle 14:39
[...] il tema appassiona, spesso nascono discussioni animate: “Dirlo o non dirlo?” chiede un blogger; su Yahoo Answers si trovano molte domande del tipo Lo avete comunicato a entrambi nello stesso [...]
23 Novembre 2007 alle 16:45
GRAZIE A NICOLA BRUNO DI “PANORAMA” PER AVERE CITATO QUESTO POST IN UN SUO ARTICOLO.
BACETTI
MSK
23 Novembre 2007 alle 16:56
[...] maskione su Dirlo o non dirlo?MadMark su Valore aggiuntoComing out: Quasi qu… su Dirlo o non dirlo?justonelie su Nuovi [...]
30 Gennaio 2008 alle 11:22
I coming out sono tutti diversi.
Nel senso che ogni confidenza che ho avuto è stato un coming out a sè stante.
E a volte c’è un muro di omertà che ricresce anche dopo che è stato abbattuto, come una gramigna dura e resistente. A volte i coming out vanno fatti e rifatti alla stessa persona o agli stessi “ambienti” tipo al lavoro.
Ad esempio il mio coming out al lavoro è stato “grandioso”: la presentazione del libro che ho scritto sul diritto al matrimonio, in un locale lesbico. Tutti invitati.
Eppure, oggi, tantissimi fanno di nuovo finta, sono omertosi. E così, se dico che ho il fidanzato, provo la stessa sensazione di dirlo per la prima volta, di nuovo…
Non mi aspettavo una cosa simile, ma così sia. Non me ne importa nulla. Solo un po’ di delusione nel constatare che questo coming out non è poi così liberatorio come sembra. O meglio, è liberatorio in senso interiore, perché debella l’omofobia interiorizzata. Ma non sempre basta dire “io sono gay” per assicurarsi che questa informazione diventi il pressupposto delle relazioni che si hanno con gli altri. L’efficacia esteriore del Coming Out dipende piuttosto da quanto l’altra persona o l’ambiente che ti circonda è desideroso di ripsettarti per quello che sei.
31 Gennaio 2008 alle 10:37
Bel commento, Gian Mario, grazie.
Bacetti
MSK