Se su youtube anche solo l’audio dell’intervento di Benigni a Sanremo è stato censurato per via dei diritti d’autore reclamati dalla Rai, su Facebook la pubblicazione del video ha ottenuto in poche ore oltre 1400 apprezzamenti positivi e un numero spropositato di commenti.
A vedere il video, non sfugge che dopo un primo timido applauso al “l’omosessualità non è un peccato, l’unico peccato è la stupidità”, gli applausi che sono seguiti sono stati scroscianti; l’Italia rappresentata dalla platea sanremese si dimostra unanimemente contro qualsiasi discriminazione dell’amore omosessuale.
Da come la vedo io – il pessimismo della ragione - una buona parte degli applaudenti credo fossero della peggior razza omofoba e vigliacca, un’altra consistente semplicemente di ipocriti sfacciati.
Quel che importa a me qui però non è di fare la conta del consenso o del dissenso nel paese, relativamente alla causa GLBT, qualasiasi gay vive questo sondaggio sulla propria pelle quotidianamente e per la vita intera, quel che importa a me è di rilevare come la causa omosessuale, intesa come preoccupazione di diffondere nel paese il concetto di pari dignitià tra amore etero e amore omo, sia in questo momento in mano AI COMICI!!
La Litizzetto prima, Benigni ora, altri qua e là, si fanno carico di cavalcare posizioni oggettivamente scomode per quello che è il loro personale consenso di professinisti, non temendo le scomuniche papali, le censure professionali e i tanti nasi arricciati degli altrettani omofobi ubiquitari nel nostro paese.
E intanto Arcigay che fa? L’associazione di omosessuali più rappresentativa delle istanze gay italiane, un’associazione con milioni di iscritti, e conseguenti milioni di euro di quote di sottoscrizione, che fa? Arcigay stampa tessere per l’accesso ai bordelli, perché si sa, la preoccupazione più importante dei gay italiani qual è? Poter entrare nei bordelli ghetto ovviamente.









24 Febbraio 2009 alle 19:20
Tengo a dire che mi dissocio relativamente a tutto quanto detto a proposito di Arcigay nel tuo post.
Mi permetto di consigliarti una visita al sito nazionale di Arcigay in modo che tu possa vedere come l’associazione in questione non si limiti a occuparsi dei circoli ricreativi (da te impropriamente definiti “bordelli”, dimostrando così non solo spocchia, ma anche completa ignoranza in materia), ma sia impegnata in tante altre attività.
http://www.arcigay.it/
25 Febbraio 2009 alle 1:17
Tesoro, ma dove l’hai letta “l’associazione” da cui ti sei sentito in dovere di dissociarti?
Conosco il sito di Arcigay, non temere, ma è palese, tranne che a te, che il tesseramento di Arcigay sia in larga parte dovuto al requisito di acesso a quelli che io chiamo bordelli perché bordelli sono, posto che io, a differenza di te evidentemente, non reputo affatto disdicevole un bordello.
Se poi tu preferisci chiamarli “circoli ricreativi” ben venga, io farò i conti con la mia spocchia e a te toccherà la tua ipocrisia.
26 Febbraio 2009 alle 16:21
Mi sono dissociato in quanto co-autore del blog, non in quanto citato nel post.
Ripeto che per quanto riguarda i circoli ricreativi sei completamente fuori strada, oltre che spocchioso.
28 Febbraio 2009 alle 14:47
Sono più o meno d’accordo con te JoL, non c’è cosa peggiore che sentire quegli applausi scroscianti ed ipocriti in platea che non rispecchiano affatto il pensiero di quando quelle stesse persone si trovano per strada e restano indifferenti alle stesse questioni appena acclamate.
In più dire: e le associazioni gay che fanno? Si contendono il primato di questo o quell’evento, si contrastano tra loro e non formano un fronte comune.. altro che sciocchezze come i bordelli o altre stronzate simili.
E’ come se gli italiani la politica la intendano in un sol modo, sembra di ritrovare qui quello che succede nel governo… vi dirò di più.. se non altro al governo è rimasto uno solo dei due poli, forse forse concluderanno qualcosa (qualsiasi essa sia, positiva o negativa a seconda dell’osservatore votante).
28 Febbraio 2009 alle 23:07
justonelie e maskione,
dicono due facce della realtà.
Si guardi il positivo, di arcigay,
ma si guardi anche il lato di puro mercato sui bordelli.
Non ci si scandalizzi.
Si abbia anche il coraggio delle opinioni e si rispettino quelli di ciascuno.
Ho trovato sempre scocciante quando frequentavo le saune, dover fare la tessera associativa, ma funzionava così.
Non dimentico che quelle erano un ottimo luogo per beccarsi i soliti malanni legati alla sessualità promiscua, compresa HIV.
Da i miei amici che frequentano quei luoghi, si usa ancora la fellatio senza condom (come dire…me la cerco!!!)
Perchè non provarsi a dire la verità almeno tra noi?
Come è scesa la percezione del rischio nel fare sesso senza preservativi ?
Mi auguro che arcigay, cominci una politica nuova, di maggiore responsabilizzazione cercando anche strade nuove.
So che arcigay, è già abbastanza impegnata, ma è ancora sottotono.
La gaiezza è bella,
ma siamo chiamati a crescere e a diventare adulti.
Non si può essere sempre bambini vogliosi di una tettarella chiamata pene… senza pensare a tutta l’attenzione di cui c’è bisogno senza rinunciare alla gioia sessuale.
un saluto
1 Marzo 2009 alle 13:22
Ci tengo a sottolineare che la mia critica era riferita ad ArciGay e non ai bordelli in quanto tali. Mi dichiaro da sempre liberale e ci credo fermamente, per me i bordelli vanno benissimo nella misura in cui chi desidera un bordello lo possa frequentare, come, quando e quanto gli pare.
Il mio punto di vista, opinabile ovviamente, è che sarebbe ormai ora che Arcigay scindesse, quanto meno, il tesseramento obbligatorio per i frequentatori di locali bordello da quello che invece potrebbe promuovere ArciGay ad associaizone di categoria vera e propria. Sarebbe anche un modo per verificare la sua reale rappresentatività ottenendo eventualmente un potere anche maggiore di azione.