Etero si diventa?

Grazie all meravigliosa spregiudicatezza di un tempo del mio carissimo amico e coautore Maskione, su queste pagine sono ormai davvero molti gli etero, sé dicenti tali, che raccontano delle loro esperienze in gioventù in qualche modo più o meno arditamente non proprio etero. C’è chi, l’ultimo in ordine di tempo, “puntava” il suo uccello tra le chiappe del giovane cuginetto, chi da un porno in compagnia scopre il piacere di maneggiare il cazzo altrui, chi dal maneggiare finisce poi con l’avventarsi bocca e culo sul bastoone dell’amico, e mille altri esempi che i curiosi potranno scovare nei tanti e vari post “osé” in archivio. La casistica è varia insomma, ma una cosa in qualche modo accomuna tutti o quasi i protagonisti di queste storie: in molti smettono.
Da quel che si può leggere in questa nostra micro casistica pare cioè sussista un elemento molto interessante. Nel momento in cui la sessualità si forma e si sviluppa, alle prime sperimentazioni, i primi approcci, capiterebbe spesso di mettere in pratica comportamenti più o meno arditi ma inequivocabilmente, serenamente e liberamente omosessuali che poi però vengono altrettanmto spesso abbandonati.
La domanda che segue è inevitabile quanto forse provocatoria: quale potente forza o misterioso incantesimo ha “convertito”  tutti costoro? E se io osassi pronunciare la parola “educazione”? E se le affiancassi l’aggettivo “eterosessuale”? E magari anche l’avverbio “rigidamente”?
Alla propria natura non si sfugge, questo lo sanno tutti gli omosessuali di sempre, e vale ovviamente anche per gli “etero solo etero”, ma sembra lecito ed interessante chiedersi anche quanti di questi “eterosessualissimi” sarebbero tali se non gli fosse stata impartita una severa lezione che li avesse convinti di quanto faccia “schifo” quello che fin dai loro primi vagiti sessuali gli piaceva invece tanto.

23 Risposte a “Etero si diventa?”

  1. maskione Dice:

    Sono convinto che etero si diventi e ci si incattivisca per questo: costretti a reprimere le proprie pulsioni omosessuali (tutte legittime e naturali), i neo-etero rinforzano la loro scelta scellerata (imposta dalla società) con comportamenti omofobici.

  2. Bx Dice:

    Sono un po’ triste.
    Peccato per il post, dopo la metà, mi è scaduto. Era molto interessante lo spunto curioso da cui era nato.
    Non c’è nulla di male nel cambiare,scoprire o riscoprire le proprie attitudini.
    Come c’è chi che nasce etero e si scopre gay, non è impossibile il contrario, e quindi perchè non accettarlo… non tutti nascono biondi, alti e .. “ariani”.

    Definire la sessualità di qualcuno in funzione dei propri giochi o esperimenti giovanili? Dio e Silvio ce ne scampino!

    Non è sbagliato prendere in considerazione che la pressione sociale circostante tenda a far sentire a proprio agio più l’eterosessuale che non l’omosessuale per il fatto che il tepore domestico e la “normalità” aiutino a vivere serenamente, ma da qui a cercare di affermare che forse quelli che hanno cambiato strada siano tutti – o anche solo la maggioranza – omosessuali repressi, poveri uomini immolati perchè deboli o futuri omofobi, forse esageriamo.

    Ogni tanto leggo blog e post che approcciano il discorso in modo – non identico, ma – simile.
    Ogni tanto ho l’impressione che tanto quanto i “trasformati” vogliono rinforzare il proprio credo (Povia ?) con false illusioni, altrettanto leggo qui una specie di religione omosessuale offensiva, classista e un po’ auto-giustificativa.

    Ovviamente è la mia impressione, potrei sbagliare.

  3. justonelie Dice:

    Eh si, ti sbagli proprio! Però comprendo esattamente a cosa ti riferisci perché quella sorta di ideologia che vorrebbe un mondo di soli omosessuali la detesto al tuo pari. La mia considerazione era molto più circoscritta; dei ragazzi che hanno avuto le loro belle esperienze, più o meno spinte ma comunque omosessuali, quanti avrebbero conservato questa loro inclinaxione se non fossero stati “convertiti” con la preepotenza di una educazione omofoba? Era giusto questa la questione, non mi sognerei mai di ipotizzare che i maschi siano potenzialmente “tutti” gay, come è appunto stupido sostenere che i gay siano pochi “deviati”. Forse però, e ribadisco il forse, senza una cultura ed una educazione così reprimenda, una certa libertà dei costumi sessuali sarebbe più diffusa e quindi anche più tollerata, ovvero semplicemente più “normale”.

  4. Sam Dice:

    non confondiamo internet con la realtà. non perchè ciò che è in rete non sia vero, ma se leggiamo certi racconti non è che tutti gli adolescenti abbiano queste esperienze. Non è che tutti gli etero che ci sono in giro hanno avuto esperienze omosessuali poi represse dalla società; magari semplicemente non ne hanno avute!

  5. Bx Dice:

    justonelie: Comprendo il tuo punto di vista, ma è un’ipotesi a cui non possiamo dare risposta certa perchè la realtà quella in cui viviamo. Bisognerebbe fare un esperimento.
    Io sono convinto cmq che se prendessimo 100 uomini e donne appena nati e li mettessimo su un’isola deserta, alla fine non farebbero altro che replicare quello che è il nostro stato attuale perchè noi (tutti) non siamo altro che il frutto dell’evoluzione di noi stessi.

    Poi beh, non capisco perchè inizi il commento con “Eh sì, ti sbagli proprio!”.. se ne sei così certo (così come io non sono così certo di aver sempre ragione), forse il problema è proprio questo. Tutti noi siamo così certi che le nostre scelte siano quelle corrette che si crea la mancanza di rispetto reciproco.

  6. maskione Dice:

    Non c’è bisogno di alcun esperimento: esistono società sul pianeta Terra nelle quali l’omosessualità e la bisessualità sono assolumentente normali e non sono considerati comportamenti deviati o contro natura come invece succede nella nostra.

  7. Bx Dice:

    Sì ? Dove ?

  8. maskione Dice:

    Ad esempio tra i “nativi” americani.

  9. bx Dice:

    dai seriamente..se vogliamo parlare delle mosche bianche,ti ricordo che esistono civiltà in cui è tradizione il cannibalismo e la pedofilia.Parliamo di società significative..Se consideri questo genere di esempi,allora prima di avere un gruppo simile,non serve un esperimento da 100 persone ma da 1 milione per averne 1 “nativo”.

  10. maskione Dice:

    Temo di non aver completamente capito la tua posizione.
    Se – come penso – ritieni che il tuo modo di organizzare la vita sia migliore di quello di altre civiltà, allora non hai neppure bisogno di fare un esperimento.
    Il cannibalismo, la pedofilia, l’eterosessualità e via dicendo sono scelte culturali sia che li si pratichi, sia che si decida di non praticarli. Una società non è migliore di un’altra perché in essa si pratica o non si pratica qualcosa. Essa è semplicemente diversa da un’altra società. Né migliore, né peggiore. Diversa.

  11. Bx Dice:

    Infatti non sono io ad esprimere un commento negativo sulla nostra società..
    La mia posizione era espressa più sul fatto che non dipende tanto dalle imposizioni esterne la scelta delle singole persone.Certo hanno influenze, ma chi non ha dubbi – da noi – può essere se stesso.
    Magari ancora non tutti i diritti che io e te abbiamo in mente sono ancora a disposizione di tutti però di certo è meglio di dove mi trovo in questo preciso istante dove, se mi trovassero in compagnia di un uomo, potrei essere condannato a morte.

  12. Andre Dice:

    Sapete perche’ continuo a leggere questi post quando posso? Perche’ nasce sempre lo spunto per riflessioni davvero intelligenti.
    Un punto a favore di maskione: sui diversi sistemi culturali non si puo’ esprimere alcun giudizio morale, ma solo la constatazione della diversita’. Poi il problema mascerebbe nel momento in cui bisogna convivere con piu’ culture (l’essere cannibali o no? l’essere etero o no?).
    In ogni caso, se posso esprimere il mio punto di vista su questa questione, mi appoggio all’osservazione di Sam (un punto anche per te!). Questo e’ internet, un mondo tutto strano. Il mini sondaggio di questo blog puo’ esser stato falsato: chi ha scritto di queste esperienze giovanili omo e’ un/a bravo/a stryteller, e si e’ inventato tutto. Oppure se cosi’ non e’, quindi se i post sono tutti davvero inceri e veritieri ci si chiede “perche’ un etero “affermato”, con moglie figli cane e station wagon deve venire qui a raccontare le sue scappatelle puerili? Forse perche’ il ricordo latente si fa vivo, sempre piu’ vivo. Quidni questi e’ un omosessuale represso (appoggiamo la tesi di justonelie)… Bah, chissa’…
    Oh, io adoro queste discussioni…!

  13. justonelie Dice:

    Andre, ovviamente “l’indagine statistica” non aveva pretesa alcuna, era solo uno di quegli spunti di riflessione che anche a me come a te piacciono tanto.
    A me comunque non pare di aver mai scritto di masse di gay repressi, semmai di etero “indirizzati” culturalmente.

  14. Andre Dice:

    Bhe si, chiaro. Pero’ se si e’ etero indirizzato culturalmente vuol dire che in fin dei conti non sei poi tanto etero e che non sei libero (perche’ indirizzato). Quindi tutto sommato equivarrebbe a dire “gay repressi”. I miei toni magari sono un po’ piu’ marcato… In realta’ riprendevo un post di Sam, confondendo un po di cose forse. E’ solo questione di parole, penso ci siamo capiti.
    Comunque noto evidente la differenza dei tuoi commenti. Se non ricordo male dicesti di essere figlio di una coppia culturalmente mista, o quanto meno di vivere tra piu’ culture. Capisco ora perche’ tu individui piu’ facilmente la componente culturale. Sono daccordo.

  15. justonelie Dice:

    Interessantissima riflessione collegata.
    http://omoios.blogosfere.it/2009/04/nella-buona-pasqua-di-aldo-busi-si-parla-di-omofobia-e-di-un-altro-modo-di-affrontarla.html
    Grazie a Vincenzo per aver così bene compreso il senso del mio intervento ed averlo valorizzato inserendolo in un discorso più ampio e serio.

  16. paolo Dice:

    Mi ricordo di un amico un po’ più grande di me, tanti anni fa mi ha detto: io non ce la faccio a immaginarmi tutta la vita dietro ai maschi, non mi ci vedo proprio anche se mi attirano sessualmente: tanto vale che chieda presto a quella ragazza (una bella e semplice amica comune) di sposarmi… lei in silenzio già lo amava e lo sposò subito, la gente mormorò sul denaro della famiglia di lui e sorrise di entrambi, io ero scettico, ma sapevo che era molto forte in lui il senso della famiglia, e in qualche modo lo capivo … sono passati 20 anni, i due sono sempre felici insieme, hanno due figli meravigliosi; io invece ho fatto tutta la vita gay che volevo, con un lavoro da gay, amici gay, viaggi locali avventure bei vestiti e tutto il resto, rare, brevi e disturbanti relazioni… ora però mi ritrovo a desiderare di aver capito allora la lezione di quell’amico: perciò da un po’ sto frequentando la prima “tipa” della mia vita, una ragazza colta e intelligente, non voglio nasconderle il mio passato e quindi dovrò parlarne con lei, ma se mi accetterà credo che la sposerò appena possibile, e spero che tutto ciò che è stato mi sembrerà tempo perso inutilmente – Gay non si nasce, sarebbe troppo comodo il contrario, e infatti è una dottrina autoassoluzionista. Gay si è perchè la vita ce lo propone e a noi ci va bene di esserlo, perchè è una condizione interessante e anche piacevole, ma secondo me non permette al 100% la realizzazione di un essere umano, e liberarsene, volendo, si può, e la vita può solo migliorare. Liberi i gay di avere la loro opinione, ma non liberi di ridicolizzare o infamare chi sceglie di trasgredire ciò in cui credono: essere gay non è una religione ne’ una malattia, quindi se ad un certo punto a qualcuno gli sta stretto lo può abbandonare come un abito vecchio, e rinnovarsi.

  17. lupo Dice:

    scusa paolo, una curiosità: sei innamorato della ragazza che frequenti e che hai intenzione di sposare? cioè, la ami?

  18. justonelie Dice:

    Paolo! Il mio rispetto per le posizioni altrui è a prescindere, sempre e comunque, praticamente una fede. A volte viene messa a dura prova e questa è una di quelle volte. Mi fanno sorridere gli insulti, mi fanno divertire le invettive, mi fanno incazzare gli anatemi papali.. il tuo punto di vista però, legittimo e degno quanto il mio – ribadisco – a me fa solo vomitare però!
    Non entro nel merito delle tue posizioni perché sono purtroppo oltre il mio limite, nonostante tutto il rispetto di cui sopra.
    Grazie per averci lasciato il tuo punto di vista comunque.

  19. Andre Dice:

    Perdonami jol, ma la interessantissima riflessione collegata e’ quella mia o quella del link? No per capire.. ;)

  20. Aekas Dice:

    Condivido il sentimento di justonelie sul commento di paolo. Questo è un esempio di repressione culturale:
    “Gay si è perchè la vita ce lo propone e a noi ci va bene di esserlo, perchè è una condizione interessante e anche piacevole, ma secondo me non permette al 100% la realizzazione di un essere umano[...]”
    Un’opinione rispettabile, sotto ogni aspetto. Ma ne voglio fare un’analisi.
    Questa riflessione classifica ciò che è meglio o peggio in base all’assioma assunto per cui la realizzazione dell’essere umano si compie nel compimento dello schema che questa società ci propone (o impone?). La realizzazione secondo questa società, la famiglia secondo questa società, la felicità secondo questa società!
    Vi dirò da quali assiomi parto io:
    1) il libero arbitrio non ha prezzo
    2) si vive agendo, si sopravvive subendo
    Una persona mi ha detto una volta che le cose si fanno per due motivi sostanzialmente: per amore o per paura. Credo che né paolo né il suo amico abbiano scelto all’ultimo incrocio per il primo motivo…

    Una cosa per Bx: riguardo il tuo commento
    “[...]noi (tutti) non siamo altro che il frutto dell’evoluzione di noi stessi.”
    non sono daccordo. Siamo frutto dell’evoluzione di chi ci ha preceduto. Ogni essere umano ha la possibilità di reinventarsi e reinventare per chi lo circonda. Nel mio piccolo, con persone a me vicine, ho avuto la mia isola deserta, ora non è più tale e sempre meno somiglia allo “stato sociale attuale”.

  21. Bx Dice:

    Juston: spero che non ti colga mai l’intelligenza di comprendere Paolo.

    Aekas: mi sembra che le nostre posizioni siano molto più vicine di quanto non pensi. In cosa non sei daccordo ?

    Paolo: come dice un personaggio del cabaret, “ti stimo”

  22. Aekas Dice:

    Penso che ciò che ci differisce sia questo: io credo che ciò che impone questa società, in maniera per lo più indiretta, ma non per questo meno efficace, abbia un impatto molto forte sulle persone. La tua idea è invece che “non dipende tanto dalle imposizioni esterne la scelta delle singole persone.Certo hanno influenze, ma chi non ha dubbi – da noi – può essere se stesso.”
    Io credo che la gente si faccia soggiogare e convincere molto più facilmente invece… La maggior parte perlomeno. Ho molti meno dubbi su persone come me (anche se ne ho comunque) o come justonelie o come te.
    Ma di omosessuali che vivono “convinti” (forse meglio dire illusi) di essere etero sono certo dell’esistenza. Il contrario invece lo vedo molto improbabile. Anche se tutto è possibile.
    Per il resto, si, penso di essere praticamente completamente daccordo con te.

  23. Bx Dice:

    Aekas: Direi che hai ragione, non escludo le interferenze della società e condivido il pensiero che non è 100% frutto del nostro volere quello che siamo. Tempo fa ho scritto questo (vedi link), se ti va di leggere 4 righe, l’argomento è più sulla morale, ma anch’essa influenza il nostro modo di essere.
    http://bisessuale.blogspot.com/2009/05/il-superamento-della-morale-cattolica.html


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