Coraggio

Nel bel mezzo di una accesa ma composta discussione – diciamo pure un litigio in tutta regola – con un collega di altro reparto: “..per altro io la stimo per il suo coraggio, per essere se stesso.. ” con evidente ma non citato riferimento al mio ormai noto a chiunque e sostanzialmente dichiarato orientamento.
In un primo momento mi ha quasi fatto piacere questo riconoscimento, per poi accorgermi però che sottendeva un principio e una verità “pesanti” per di più sottolineati da un etero, libero dal coinvolgimento personale o dallo schieramento ideologico.
Essere apertamente gay, non nascondere la propria condizione anche quando possibile, è un gesto “coraggioso”?
Sarà anche vero, siamo forse per necessità più coraggiosi dei nostri omologhi etero orientati, io però continuo a sognare un paese e un mondo intero in cui invece essere se stessi sia qualcosa di assolutamente naturale e non necessiti  di gesti coraggiosi.

2 Risposte a “Coraggio”

  1. Bx Dice:

    Mi ricorda un po’ il discorso su quello che è “naturale” e quello che è “artificiale” nei prodotti alimentari.
    Si dice che tutto quello che è creato o modificato dall’uomo è artificiale, quello che è identico a quello che la natura crea è naturale.
    Seguendo la definizione valida per i pomodori e i cavalli da corsa, si potrebbe dire che noi siamo artificiali quando modifichiamo noi stessi, e siamo naturali quando siamo esattamente come siamo.
    Il problema del primo punto è che in realtà chi modifica se stesso non fà altro che essere se stesso.Se il mio io desidera essere una cosa, può modificare se stesso e rimane appunto identico e rispettoso della sua natura.
    Detto questo, io penso che non si abbia scelta: si può essere solo se stessi.

    Il fatto poi di essere tutti individui diversi, implica dei comportamenti diversi, sia nel positivo che nel negativo; c’è lo stupido, l’intelligente, il buono il cattivo, il tollerante e l’intollerante. Sperare che alcune “proprietà positive” siano presenti in tutti non è possibile per il solo fatto che il buono e il cattivo sono concetti soggettivi e che ognuno è vario e differente.
    Penso quindi che, a meno di uniformare tutti su una specifica morale comportamentale, sia impossibile – sia in teoria che in pratica – ciò che desideri.

    Detto questo, o ci prendiamo quello che abbiamo e ci viviamo accettando le differenze altrui, oppure organizziamo un ennesimo tentativo di uniformare il mondo sotto l’egemonia dei nostri valori, giusti o sbagliati che siano.

  2. Matt Dice:

    Sicuramente dichiararsi gay apertamente in Italia purtroppo è ancora un atto di coraggio. In + credo che se non iniziamo ad esporci un po’ tutti non otteremo mai quel minimo di diritti per vivere un po’ meglio ed anche in modo + “normale”. Perdersi in mille discorsi + complicati mi sembra il modo migliore per non cambiare questo paese.
    Matt


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