“CHE CLAMOROSA CAZZATA!!”
Io l’avrei liquidata così la visione di questo film, se non fosse stato per il commento a caldo del mio compagno di visione (Maskione ovviamente): “Geniale, semplicemente geniale”.
Geniale? Ma come? Cosa mi è sfuggito? Beh, certo “E’ gay, è gay, è gay.. Ok!” il messaggio finale che pare l’indispensabile manifesto – unico intellegibile – del film, ma a parte questo? Pensa che ti ripensa forse l’ho compreso il fine stratagemma dell’operazione mediatica che potrebbe andare oltre il trash-movie dalle crasse risate.
Assurdo, sconcio, eccessivo oltre ogni misura dal primo al penultimo fotogramma, questo film sembra scritto a due mani dal peggiore degli omofobi e dal più spregiudicato degli etero critici, il primo a ridicolizzare l’omomondo estremizzando fino al parossismo lo stereotipo tutto etero del finocchio perfetto, il secondo a mostrare la miseria dell’etero medio e la sua morale chiusa e gretta.
La visione infastidisce persino forse alcuni gay per l’estrema vacuità dell’ambiente gay che rappresenta ma anche alcuni etero per la crudezza e la provocazione dello stesso, pur regalando a tutti, etero e non, per motivi diversi, tante, tante risate.
L’equilibrio sta nel mezzo ovviamente, nel mezzo anche di due estremi estremismi. La realtà vera, la normalità umana sta in eterosessuali che non baratterebbero il loro figliolo con un IPod e in omosessuali che non vivono da caricature di pagliacci nevrastenici.
Geniale? Forse anche troppo perché il messaggio possa essere percepito durante la proiezione ma essendo quest’ultimo proposto con la prepotenza di immagini e situazioni grevi finisce per raggiungere lo spettatore – si spera – a livello intuitivo, in una sorta di logica di risulta.








