Omofobia: parola di etero

“Le continue aggressioni non sono un problema degli omosessuali, ma nostro. E siamo noi, non loro, a doverci vergognare”.
Aldo Cazzullo, Buttiglione e i gay, in “Magazine del Corriere della Sera”, 29 ottobre 2009.

Concordo con Cazzullo: sono loro (gli etero) a doversi vergognare della violenza contro gli omosessuali, non noi a vergognarci per essere quello che siamo…

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3 Risposte a “Omofobia: parola di etero”

  1. Alberto Dice:

    Penso che qualche rara volta puo’ trattarsi di omofobia e in tal caso, pur assolutamente non giustificando quanto accade, entro certi limiti riesco un pochino a comprendere. Quasi sempre invece, quella che viene comunemente chiamata omofobia, altro non e’ che intolleranza nei confronti degli omosessuali e questo secondo me e’ ben piu’ grave e non merita la minima comprensione. Ciao, Alberto

  2. Aekas Dice:

    Ieri in una chat che frequento (scusate, forse non è il posto migliore questo, cancellate il post, se ritenete) un ragazzo del sud di credo circa 17 anni condivideva la sua situazione familiare: i genitori sono disperati dal saperlo gay, gli stanno chiedendo di reprimersi, la madre sta dimagrendo, il padre anche sta male e gli dicono “Ci stai facendo morire.” Lui dice “Devo solo resistere un anno e mezzo e poi vado via di casa” (presumo alluda all’università o alla maggiore età). Il mio dubbio ora, vista l’ovvia pressione psicologica, l’imposizione repressiva, il senso di colpa che cercano di provocargli… Esiste un organo, un’organizzazione, una helpline a cui si potrebbe rivolgere? Mi preoccupa più di tutto che pensa spesso al suicidio.
    (scusate la qualità dello scritto, ho dormito poco)


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