“Le continue aggressioni non sono un problema degli omosessuali, ma nostro. E siamo noi, non loro, a doverci vergognare”.
Aldo Cazzullo, Buttiglione e i gay, in “Magazine del Corriere della Sera”, 29 ottobre 2009.
Concordo con Cazzullo: sono loro (gli etero) a doversi vergognare della violenza contro gli omosessuali, non noi a vergognarci per essere quello che siamo…









3 Novembre 2009 alle 3:37
Penso che qualche rara volta puo’ trattarsi di omofobia e in tal caso, pur assolutamente non giustificando quanto accade, entro certi limiti riesco un pochino a comprendere. Quasi sempre invece, quella che viene comunemente chiamata omofobia, altro non e’ che intolleranza nei confronti degli omosessuali e questo secondo me e’ ben piu’ grave e non merita la minima comprensione. Ciao, Alberto
3 Novembre 2009 alle 7:15
Ieri in una chat che frequento (scusate, forse non è il posto migliore questo, cancellate il post, se ritenete) un ragazzo del sud di credo circa 17 anni condivideva la sua situazione familiare: i genitori sono disperati dal saperlo gay, gli stanno chiedendo di reprimersi, la madre sta dimagrendo, il padre anche sta male e gli dicono “Ci stai facendo morire.” Lui dice “Devo solo resistere un anno e mezzo e poi vado via di casa” (presumo alluda all’università o alla maggiore età). Il mio dubbio ora, vista l’ovvia pressione psicologica, l’imposizione repressiva, il senso di colpa che cercano di provocargli… Esiste un organo, un’organizzazione, una helpline a cui si potrebbe rivolgere? Mi preoccupa più di tutto che pensa spesso al suicidio.
(scusate la qualità dello scritto, ho dormito poco)
3 Novembre 2009 alle 19:25
http://www.gayhelpline.it/