Pubblica riservatezza

Cam4

Cam4

Vedere un pc acceso sullo scrittoio di fronte al letto per me è stata una cosa assolutamente banale, non meritevole di attenzioni.
Visitare insieme a lui un sito di webcam sessuali gratuite dopo aver fatto sesso, una cosa altrettanto banale.
Ok, io sono un ingenuo perso, mi rendo conto, ma il giorno dopo ci sono arrivato: con evidente probabilità il sesso che ho fatto ieri è stato trasmesso in diretta planetaria proprio attraverso quel sito.
Evvabbè. Mi dispiace non averlo saputo prima, ma insomma non è poi sta gran tragedia, se non per il fatto che lui fosse vecchio e brutto ;)

In effetti, pur non conoscendo ancora il sito, più di una volta mi era balenata l’idea di farlo in diretta web..

Il punto è che non riesco però ancora ad individuare quale sia la fonte di quel sottile piacere di mostrarsi in puibblico proprio nel momento più riservato.

Voi lo fareste sesso a beneficio della moltitudine vogliosa collegata in rete “all over the world”? Perché?

Frontiere

  Mi capita spesso di sintonizzarmi sull’unico canale televisivo disponibile in lingua italiana ma non italiano, RSI (la svizzera), per la mia ormai cronica avversione a tutto ciò che è italiano medio, tv inclusa.
  L’orario è quello che televisivamente parlando è il top del top, gli inserti pubblicitari precedenti il prime time serale, le otto e mezza/nove.
  Cinque secondi, non di più: un campo da tennis, due fighetti  ”piacere sono Marco”, stacco, camera da letto e i due nudi che scopano di brutto.

Lovelife.ch

Lovelife.ch

  E’ l’UFSP (Ufficio Federale della Sanità Pubblica) svizzero ad aver commissionato questo spot per promuovere la lotta all’AIDS e non si è certo preoccupato di escludere i gay o di confinare il promo in orari più “adeguati”.
  Parliamo del prime time, della cosiddetta “fascia protetta” con tanto di bambini davanti al video, parliamo di un ente pubblico su una tv pubblica, parliamo di un altro mondo, non di un’altra nazione, parliamo di noi, non di loro, di quanto noi siamo rimasti indietro, confinati – prigionieri – della pochezza italica.

  Gli spot li ho troviati solo qui: http://www.lovelife.ch/ la presentazione della campagna invece è qui: http://www.bag.admin.ch/dokumentation/medieninformationen/01217/index.html?lang=it&msg-id=27267

Roma Pride 2009

Gaio digitale

Le polemiche legate alla trasmissione sulla TV italiana di gaie cose abbondano oltre ogni ragionevole misura. L’arretratezza del nostro paese è palese in mille e più ambiti tra cui però, fortunatamente per certi versi, c’è anche quello tecnologico. Si vede infatti che neppure il papa riceva ancora la tv digitale terrestre e quindi non abbia ancora sguinzagliato i suoi censori sui canali trasmessi mediante questa nuova piattaforma.
Ormai da qualche mese è in onda infatti su RAI4 un telefilm ad altro contenuto gaio, dove anzi le tematica dell’accettazione di se stesso, il coming out, il rapporto con la famiglia, sono limpidi, ben trattati, senza esitazioni o storture. Un telefilm che seguo ogni volta mi è possibile in compagnia della mia mamma e che in poche puntate, credo, abbia spiegato alla mia cara mammina quanto io avrei faticato a fare in mesi e mesi di discussioni. Il papà purtroppo fugge alla sola vista della sigla, immagino io proprio per la ragione di cui sopra.
Sto parlando di “Brothers & Sisters” che ieri ha regalto agli amici omosessuali una puntata davvero speciale; Kewin, il personaggio gay protagonista, convola a nozze con il suo cucciolo Scotty.

Mi raccomando però, non ditelo al papa o alle associazioni gay che esiste la TV digitale terrestre, che altrimenti il mio telefilm preferito torna nei magazzini RAI a fare muffa.

60 icone gay alla National Portrait Gallery

Gay Icons

Gay Icons

Londra. La National Portait Gallery, fino al 18 ottobre 2009, mette in mostra 60 icone gay scelte da altre icone gay. Alcune delle icone scelte, si può leggere sul sito, sono famose, altre meno e altre semisconosciute, ma tutte hanno avuto (o hanno) un grande significato per chi le ha indicate come icone gay.

La mostra è accompagnata e completata da un ricco catalogo.

Mi pare quasi superfluo sottolineare che la mostra è ospitata da un’istituzione prestigiosa come la National Portrait Gallery e non da un semisconosciuto colletivo gay. Sarebbe come dire che le Scuderie del Quirinale organizzassero una mostra dedicata alle icone gay scelte da altrettante icone gay italiane…

Felicemente Eterosessuale

Felicemente Eterosessuale

Felicemente Eterosessuale

Narra la leggenda che un gruppo di ragazzi della profonda provincia settentrionale, stanchi si essere continuamente abbordati da omosessuali a vario titolo interessati, abbia deciso di investire una modesta sommetta in queste spillette per “prevenire” la fastidiosa evenienza.
Non so onestamente se stia ignorando una qualche connotazione deplorevole, ma io trovo questa spilletta incredibilmente divertente.
Sembra poco credibile che esistano problemi del genere ma in realtà io ne conosco di persona uno di giovinotto, caruccio ma neppure bellissimo in realtà, che è una vera calamita per gli omosessuali di tutte le età, una sorta di cartina di tornasole; quando il mio gaydar mi avvisa di un possibile “compagno” non devo fare altro che aspettare che si avvicini al mio test umano per avere conferma della cosa. L’interesse è palpabile, l’attenzione a volte anche esagerata, sicuramente manifesta. E’ diventato quasi un gioco tra me e il mio collega, fonte di grande ilarità per me, un po’ meno per lui, in qualche disperato da questa e da altre esperienze assolutamente simili che continuano ad accadergli. Provo ad immedesimarmi in questo fortunatissimo tipo di maschio – MAGARI!! – e devo ammettere che l’idea della spilletta diventa tutto sommato innocente.

American beauty

Barack Obama

Barack Obama

 

Barack Obama

Barack Obama

 

Barack Obama
Barack Obama
Solo apparentemente l’ultimo dei rilievi significativi in merito oggi: questo è un bell’uomo, di una bellezza possibile, che sa di simpatia e di vera umanità.
Yes you can! 

Sport – Lottatori

Lotta grecoromana

Lotta grecoromana

Statua Lotta grecoromana
Statua Lotta grecoromana
Tuffatori e nuotatori mi fanno perdere davvero la percezione dello spaziotempo quando appaiono in TV. Da oggi si sono aggiunti gli atleti di un’altra disciplina che nemmeno avevo mai visto prima: Lotta grecoromana.
L’occasione mi viene inaspettata quando, per puro caso, mi ritrovo davanti ad un TV al momento della finale di categoria in cui il “nostro” Andrea Minguzzi vincerà la medaglia d’oro.
Ma li avete visti questi maschi che più maschi non si può? E sopprattutto, avete visto cosa fanno? “Eccitante” è dire poco!
Sarà stata l’emozione della prima volta, ma mi sono ritrovato con gli occhi sgranati oltre che per la bellezza e la perfezione di questi corpi maschili, per la dinamica della gara. Ad un certo punto – stentavo a crederci – l’arbitro estrae da un sacchetto una palla e il suo colore avrebbe deciso chi dei due atleti si sarebbe messo a carponi sul tappeto con l’avversario alle spalle. Un guizzo atletico per cercare di scansare la presa oppure in difesa al suolo con l’avversario che si stende con forza e peso sulla schiena in un tentativo di sollevamento di peso e lancio al di fuori dal ring.
Mi lascio sicuramente andare alla mia stupidità assecondando anche il mio lato vagamente perverso nel dirlo, ma a me pare che “oltre” quello che fanno costoro sul tappeto rimanga solo la pornografia! :)
Credo si possa inoltre scommettere sull’assoluta, radicale ed irreversibile eterosessualità degli atleti di questa disciplina perché, in caso contrario, non vedo come potrebbero resistere ad una simile corporalità senza lasciarsi come minimo distrarre.

Anche in questo caso quindi, come per ciò che accade nelle piscine olimpiche, lo sport si rivela un vero e proprio spettacolo.

Andrea Minguzzi

Andrea Minguzzi

Grandi uccelli

The Big Penis Book

The Big Penis Book

Il libro dedicato dall’editore Taschen ai grandi piselli (The Big Penis Book) si sfoglia con un senso di stupore misto ad ammirazione. Fotografia dopo fotografia si resta ammirati dallo spettacolo offerto da tale infilata di cazzi. Uno più grosso dell’altro, tanti a “riposo” e molti fieramente turgidi.
Le foto ritraggono ragazzi di diverse razze abbigliati nel modo classico dei giornaletti porno: soldatini, marinaretti, cowboy, poliziotti… tutti con l’uccellone rigorosamente in vista.
Non sono molti i ragazzi davvero carini: d’altra parte il volume (di grande formato anch’esso) non riunisce le foto di bei ragazzi nudi, bensì, appunto, le foto dei ragazzi che lo hanno grosso assai.
Il volume viene venduto con una sovracopertina che – a mo’ di slip – nasconde un grosso fallo.
Un libro per chi ama il genere, da sfogliare da soli o in compagnia (come ho fatto io oggi: dopo averlo comprato, l’ho guardato assieme al mio ragazzo).

Un sorriso da ricordare non sempre è di donna

Boris Kniaseff

La gaffe sulla poesia di Eugenio Montale da commentare per il tema della maturità la dice lunga sull’omofobia di questo governo, ne è una sorta di cartina di tornasole: un sorriso che un uomo ricorda, infatti, per chi ci governa è necessariamente solo un sorriso di donna. Lo è anche se nella poesia ci sono due rimandi incontrovertibili:

-         la dedica a “K.” (ovvero il danzatore russo Boris Kniaseff, attivo come Maestro di danza anche in Italia),

-         e l’esclamazione usata dal poeta per indicare il protagonista: “o lontano” (ovvero, o tu che sei lontano; lontano e non lontana!).

Attenzione: non mi risulta che Montale fosse gay. L’aver dedicato una poesia che contiene i versi “il tuo aspetto s’insinua nella memoria grigia / schietto come la cima di una giovinetta palma”, fa di lui una persona davvero aperta di mente.