Fronte Retro

Ci sono caratteristiche del proprio corpo che a volte ci fanno sentire strani, che ci inducono a pensare che qualcosa non vada come dovrebbe. La cosa poi acquista un certo peso quando, confronto dopo confronto, ti accorgi di essere davvero uno dei pochi, se non il solo.
Qualche giorno fa incontro però un coetaneo che mi regala una discreta serenità confermando che la mia caratteristica è pure la sua.. come minimo non sono il solo quindi, è già una bella rassicurazione.

La questione è tipicamente finocchia e quindi non poteva mancare da Homopage.
Ditemi gente,    quando lo prendete nel culo, l’uccello vi si smoscia? Vi diventa più duro? Che fa? Come sono collegati fisicamente e psicologicamente i vostri lati A e B?

Grandi uccelli

The Big Penis Book

The Big Penis Book

Il libro dedicato dall’editore Taschen ai grandi piselli (The Big Penis Book) si sfoglia con un senso di stupore misto ad ammirazione. Fotografia dopo fotografia si resta ammirati dallo spettacolo offerto da tale infilata di cazzi. Uno più grosso dell’altro, tanti a “riposo” e molti fieramente turgidi.
Le foto ritraggono ragazzi di diverse razze abbigliati nel modo classico dei giornaletti porno: soldatini, marinaretti, cowboy, poliziotti… tutti con l’uccellone rigorosamente in vista.
Non sono molti i ragazzi davvero carini: d’altra parte il volume (di grande formato anch’esso) non riunisce le foto di bei ragazzi nudi, bensì, appunto, le foto dei ragazzi che lo hanno grosso assai.
Il volume viene venduto con una sovracopertina che – a mo’ di slip – nasconde un grosso fallo.
Un libro per chi ama il genere, da sfogliare da soli o in compagnia (come ho fatto io oggi: dopo averlo comprato, l’ho guardato assieme al mio ragazzo).

Il pene di Gesù

In genere, quando si pensa alla raffigurazione di Gesù nelle opere d’arte, vengono in mente scene di crocifissione con il pube del Cristo coperto da un manto. Eppure, con ogni probabilità, sulla croce Gesù fu issato completamente nudo…
Generalmente, anche il pube dell’infante Gesù è coperto da un cencio e, quando è scoperto, è quasi sempre privo dei segni della circoncisione.
Ci sono, però, immagini che ritraggono il pene di Gesù, sia del bambino, sia dell’adulto.
Ad esempio, pare che, in pieno Rinascimento, la rappresentazione del pene di Gesù avesse come scopo quello di ri-affermare l’umanità del Cristo, contro coloro che sostenevano (o avevano sostenuto) la non “carnalità” del Messia. In altre parole, il pene come segno di umanità… In tal senso, ad esempio, la Vergine che mostra il sesso del suo piccolo, indicherebbe sia il fatto che Gesù era un uomo (di carne oltre che di Spirito), sia il fatto che fosse nato senza peccato (il nascondere le pudenda, infatti, era simbolo e manifestazione della vergogna derivante dal Peccato)… (Sono le tesi sostenute da Leo Steinberg in La sessualità di Cristo nell’arte rinascimentale e il suo oblio nell’età moderna riassunte qui)
La pietà di Jam MontoyaCrocifisso di CavallaroAnche l’arte contemporanea si è “riappropriata” visivamente del pene di Gesù, a volte con intenti dissacratori, scandalosi e blasfemi, a volte no…
Al di là dell’arte, il pene di Gesù è stato oggetto di vera venerazione (prima incoraggiata e poi osteggiata dal Vaticano): quella tributata al Santo prepuzio, ovvero alla reliquia (in realtà più di una, si veda, ad esempio, qui) del prepuzio asportato durante la circoncisione cui Gesù, da buon ebreo, era stato sottoposto. “Si riteneva che la Vergine Maria avesse portato il prepuzio di Gesù con sé per tutta la vita. Nel secolo XIV, santa Brigida di Svezia ebbe una visione della Madonna che le apparve con quella reliquia in mano e le disse che aveva fatto dono di quel tesoro all’apostolo Giovanni” (David M. Friedman, Storia del pene).
Perché – ciò ricordato – sul pene di Gesù sembra essere calato l’oblio o, addirittura, la manna della censura? Fa ancora così paura (o scandalo) la possibilità che Gesù abbia avuto una sessualità (esercitata o no che fosse; etero, bisex o gay che fosse) di cui il suo pene sarebbe, al giorno d’oggi, lampante testimonianza?