Far da sé

Capita in una coppia che si riesca a percepire del proprio partner gli aspetti più reconditi, talmente invisibili da sfiorare la chiaroveggenza. Forse soltanto buon osservatore o forse solo intimo al punto giusto, io ero in grado di capire, semplicemente ascoltandolo parlare, se il mio ex si era masturbato di recente. Divertente più che altro come giochino quando ci si sentiva al telefono, ma con anche qualche controindicazione.  
Non pretendevo certo che si trattenesse settimane aspettando me, per carità, anche io alla bisogna non mi tiravo indietro, ma scoprire che persino la mattina poco prima di incontrarci! Dopo una settimana che non ci si vedeva e che finalmente avremmo potuto fare l’amore!
Sarò strano io ma mi sono sentito ferito e offeso. Quell’orgasmo, in qualche modo avrebbe dovuto essere “per me” e “con me”. 
Sono strano solo io? Troppo possessivo? Troppo geloso? Troppo menoso?
E tu che ne pensi? Chi fa da sé fa per te?

Ti presento i miei: papà e … papà.

Prendendo spunto da questo articolo
http://dweb.repubblica.it/dweb/2005/08/20/attualita/attualita/039seg46339.html
vorrei provare a discutere con voi di un tema che mi è molto caro: come crescono i figli di una coppia omosessuale?
A pelle, la prima risposta che mi sono dato è che non si può crescere senza la mamma. Poi, pensandoci, ho confermato ma esteso la mia opinione: la mamma è fondamentale, ma se la mamma non c’è più bisogna comunque in qualche modo crescere, e il modo migliore è in una famiglia serena, con due genitori capaci di amare e attenti ai bisogni dei propri figli.
E se i genitori sono due uomini, beh … forse poco importa.
Le cose veramente importanti sono l’affetto, il senso di responsabilità, la capacità di trasmettere valori come il rispetto, la lealtà e la sincerità. E proprio della sincerità parla l’articolo: partendo da un alcune interviste a figli ormai adulti di coppie omosessuali, sottolinea come i ragazzi e le ragazze che hanno saputo fin da subito come stava la situazione, senza finzioni o falsi ruoli come “la zia” o “l’amico di papà”, siano cresciuti molto più sereni e aperti di mentalità.
E allora, forse, è tutta lì la questione: non tanto l’influenza dell’omosessualità dei genitori sull’orientamento sessuale dei figli (l’incidenza di omosessualità nei figli di coppie gay non è diversa da quella nei figli di coppie etero, lo dicono ormai una montagna di ricerche), quanto la capacità dei genitori di essere una coppia stabile e in grado di donare amore e di insegnare a vivere, accompagnando per mano il figlio nella sua crescita.
A quante coppie etero mancano questi requisiti?
Se uno girovaga un po’ sui siti di Amnesty o di Emergency, scopre che di bambini bisognosi di una famiglia ce n’è un’enormità, anche alle porte di casa nostra, senza andarli a cercare in Afghanistan o in India.
Secondo voi, saremmo in grado di dar loro ciò di cui hanno bisogno?