Ti presento i miei: papà e … papà.

Prendendo spunto da questo articolo
http://dweb.repubblica.it/dweb/2005/08/20/attualita/attualita/039seg46339.html
vorrei provare a discutere con voi di un tema che mi è molto caro: come crescono i figli di una coppia omosessuale?
A pelle, la prima risposta che mi sono dato è che non si può crescere senza la mamma. Poi, pensandoci, ho confermato ma esteso la mia opinione: la mamma è fondamentale, ma se la mamma non c’è più bisogna comunque in qualche modo crescere, e il modo migliore è in una famiglia serena, con due genitori capaci di amare e attenti ai bisogni dei propri figli.
E se i genitori sono due uomini, beh … forse poco importa.
Le cose veramente importanti sono l’affetto, il senso di responsabilità, la capacità di trasmettere valori come il rispetto, la lealtà e la sincerità. E proprio della sincerità parla l’articolo: partendo da un alcune interviste a figli ormai adulti di coppie omosessuali, sottolinea come i ragazzi e le ragazze che hanno saputo fin da subito come stava la situazione, senza finzioni o falsi ruoli come “la zia” o “l’amico di papà”, siano cresciuti molto più sereni e aperti di mentalità.
E allora, forse, è tutta lì la questione: non tanto l’influenza dell’omosessualità dei genitori sull’orientamento sessuale dei figli (l’incidenza di omosessualità nei figli di coppie gay non è diversa da quella nei figli di coppie etero, lo dicono ormai una montagna di ricerche), quanto la capacità dei genitori di essere una coppia stabile e in grado di donare amore e di insegnare a vivere, accompagnando per mano il figlio nella sua crescita.
A quante coppie etero mancano questi requisiti?
Se uno girovaga un po’ sui siti di Amnesty o di Emergency, scopre che di bambini bisognosi di una famiglia ce n’è un’enormità, anche alle porte di casa nostra, senza andarli a cercare in Afghanistan o in India.
Secondo voi, saremmo in grado di dar loro ciò di cui hanno bisogno?

Darwin e l’omosessualità

Come spero tutti sapranno, in estrema sintesi, la teoria dell’evoluzione di Darwin prevede che, in un continuo modificarsi, incrociarsi ed evolversi delle istruzioni genetiche delle forme di vita, siano sopravvissute soltanto le speci i cui geni avessero assicurato la più efficiente riproduzione e quindi l’avessero tramandata. I creazionisti si possono evitare il resto della lettura così da arrivare prima in chiesa e poter confessare di essere lettori di Homopage. :-)
E noi allora? Noi che i nostri geni li tramandiamo così raramente visto che di figli ne facciamo in casi molto rari? In base alla teoria Darwiniana noi omosessuali cioè non dovremmo esistere, non potremmo esistere, in quanto controsenso evolutivo.
Inutile dire che una spiegazione la scienza ce l’ha sempre anche quando non riusciamo a comprenderla tutta. La questione è stata magistralmente illustrata in una rubrica della celeberrima trasmissione televisiva Quark.

Che ci sia un gene che predispone le donne ad essere “più” interessate ai maschi rendendole di conseguenza “più” prolifiche? All’interno di questi “più” ci sarebbero anche alcuni figli maschi, alcuni portatori di questo gene “apprezzamaschi”.

L’unica cosa terribile di questo documentario è che, attribuendo al solo cromosoma X la responsabilità di tramandare il “gene dell’omosessualità”, sembra dare nuovo slancio alla nota accusa di molti padri: “tutta colpa di tua madre”. :-)