Omofobia: parola di etero

“Le continue aggressioni non sono un problema degli omosessuali, ma nostro. E siamo noi, non loro, a doverci vergognare”.
Aldo Cazzullo, Buttiglione e i gay, in “Magazine del Corriere della Sera”, 29 ottobre 2009.

Concordo con Cazzullo: sono loro (gli etero) a doversi vergognare della violenza contro gli omosessuali, non noi a vergognarci per essere quello che siamo…

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Mi sarebbe piaciuto che uno come Marrazzo…

Piero Marrazzo

Piero Marrazzo

Mi sarebbe piaciuto che uno come Marrazzo, scoperto dai carabinieri a fare i fatti suoi con una trans, non si fosse sentito preso con le mani nel sacco…

Mi sarebbe piaciuto che uno come Marrazzo, scoperto dai carabinieri a fare i fatti suoi con una trans, non fosse sceso a compromessi e non avesse accettato il ricatto (posto sia avvenuto), ma avesse denunciato i carabinieri per tentata estorsione (ammesso sia avvenuta).

Mi sarebbe piaciuto che uno come Marrazzo, di fronte alle telecamere avesse detto a testa alta che quello che fa sotto le coperte sono affari suoi e solo suoi (o, al massimo, suoi e di sua moglie).

Omofobia? Chisenefrega!

Preferisco sempre riflettere sulle cose con un certo distacco, anche temporale, rispetto al momento in cui la questione sorge, ad evitare che la rabbia e la passione prendano il posto della lucidità..

Orbene era infine approdata nel nostro parlamento una proposta di legge che mirava a sancire una aggravante per i reati di natura omofoba.
Non era una formulazione particolarmente brillante per affrontare il problema ma questa era. finalmente l’occasione per sancire a livello legislativo che anche questo paese, insieme a molti altri, non tollera le discriminazioni legate all’orientamento sessuale al pari di come, giustamente, non si tollerano le discriminazioni per razza, religione e così via.
La proposta è stata immediamente liquidata con uno stratagemma e le spiegazioni portate dalle forze politiche che l’hanno bocciata hanno dell’incredibile, arrivando a sollevare lo spauracchio dei matrimoni e delle adozioni per i gay (che non si capisce poi perché siano tanto a maggioranza, persino tra gli stessi gay, legittimati come “derive”).
Avrebbe dovuto essere solo una sorta di dichiarazione di pricnicpio, posto che pestare una persona, che lo si faccia perché nero, ebreo, gay o soltanto antipatico rimane un reato di per sé e come tale viene comunque perseguito. Il principio che discriminare un omosessuale è non solo illegale ma incivile e quindi la legge, che cività enuncia e regola, pone in atto tutto ciò che può per evitare che pervada i rapporti tra le persone.

E invece no, se un messaggio il nostro parlamento è riuscito a far passare e che in definitiva è largamente condiviso dalla popolazione che questo parlamento ha eletto, è il messaggio opposto: l’omofobia non è una cosa abbastanza grave per gli italiani da giustificare una menzione legislativa, come minimo non è affare che riguarda la civiltà italica nel suo complesso, al più è affare dei gay italiani, che se la sbrighino da loro.

L’Italia lancia a noi gay un messaggio attraverso la sua massima rappresentanza popolare. libera per di più per l’occasione da vincoli di aderenza partitica: omofobia? CHISENEFREGA!!

Omofobia è un reato?

L’omofobia andrebbe punita per legge?

Revuelta contro gli omofobi

Gay lesbiche e trans contro l’omofobia

Homo Fobicus

Il mio fidanzato mi ha segnalato questo promo di un documentario che sarà visibile da settembre. Il documentario è stato girato a Bergamo. Che vergogna!

Un sorriso da ricordare non sempre è di donna

Boris Kniaseff

La gaffe sulla poesia di Eugenio Montale da commentare per il tema della maturità la dice lunga sull’omofobia di questo governo, ne è una sorta di cartina di tornasole: un sorriso che un uomo ricorda, infatti, per chi ci governa è necessariamente solo un sorriso di donna. Lo è anche se nella poesia ci sono due rimandi incontrovertibili:

-         la dedica a “K.” (ovvero il danzatore russo Boris Kniaseff, attivo come Maestro di danza anche in Italia),

-         e l’esclamazione usata dal poeta per indicare il protagonista: “o lontano” (ovvero, o tu che sei lontano; lontano e non lontana!).

Attenzione: non mi risulta che Montale fosse gay. L’aver dedicato una poesia che contiene i versi “il tuo aspetto s’insinua nella memoria grigia / schietto come la cima di una giovinetta palma”, fa di lui una persona davvero aperta di mente.

Ma siamo nel 2008 o nel medioevo…?

“Ma siamo nel 2008 o nel medioevo…?” ha chiesto stupita la fidanzata dello stilista Coveri jr di fronte a un atto di omofobia rivolto contro il suo etero-boy.

Sì, mia cara, siamo nel medioevo e non te ne eri mai accorta perché sei eterosessuale. Noi gay, invece, che l’omofobia la viviamo quotidianamente, siamo assolutamente consapevoli di vivere in uno stato (quello italiano) medioevale, retrogrado, omofobo, violento, oscurantista, ignorante…

Ovviamente, la notizia di un atto discriminatorio ha fatto clamore solo perché la vittima non è gay, altrimenti sarebbe passata sotto silenzio come sempre quando le vittime di omofobia siamo noi omosessuali.

Qui per sapere cosa è successo.

Cattomofobia

Scudo crociatoSi potrebbe effettivamente eccepire sul metodo con cui si prova ad introdurre anche in Italia le norme contro l’omofobia (per ciò che riguarda direttamente noi gay), ma la sostanza di ciò che sta avvenendo in questi giorni nel nostro parlamento è di ben più ampia portata.
Emergono finalmente esplicite le forze e gli esponenti politici (“teodem” dice tutto) pronti alla massima sfida pur di evitare che anche nel nostro paese vengano inserite norme che puniscano i reati direttamente collegati all’orientamento sessuale degli individui, norme che in sostanza altro non vogliono che tutelare le vittime di discriminazioni e persecuzioni effettuate in virtù soltanto della loro differente sessualità.
Ci sarebbe da chiedersi chi e in nome di che cosa possa avere il vergognoso coraggio di dichiarare apertamente che certe vittime non vanno tutelate, che certi soprusi tali non devono essere considerati, che certe discriminazioni non sono socialmente sanzionabili.
La verità è nota da tempo ed ora oggettiva e dimostrabile: l’omofobia nel nostro paese ha radici ben profonde e salde nelle forze di ispirazione cattolica e quindi asservite, vuoi per naturale rappresentanza, vuoi per sterile convenienza o servile sudditanza, alle gerarchie della chiesa cattolica. Se è vero che i cattolici non sono ovviamente tutti omofobi, è vero però che la chiesa e la dottrina cattolica, anche mediante le forze civili che ad essa si rifanno, non si limitano ad omettere una doverosa particolare attenzione per le speciali necessità di chi sessualmente non conformato, ma apertamente osteggiano, combattono e si spendono perché i comportamenti omofobi, le discriminazioni, i pestaggi, le umiliazioni, l’emarginazione sociale del mondo GLBT, non trovino impedimenti. Siamo cioè in presenza di un vero e proprio orientamento sociale e culturale di matrice religiosa che ufficialmente e dichiaratamente fa propria l’omofobia, la promuove, la tutela, la fomenta, la sostiene.
Voglio rispondere senza timore di essere censurato o biasimato alla domanda di poco prima, chi può avere un simile coraggio nell’Europa del ventunesimo secolo?
Soltanto dei non uomini potrebbero, fanatici privi di una coscienza umana, branco di pecore votate ad un dio che rende loro la dignità che non hanno solo nella misura in cui la negano a chi non si lascia assimilare al proprio cieco pascolare. Ecco chi.
Bestie all’ombra di una croce! Una croce che si fa così nemica di chi bestia non è.