Policy

Sono sempre stato orgoglioso di questo blog, per le libertà che garantisce ad autori e lettori, per il buco che riempie con la possibilità data a tutti di affrontare argomenti quasi ovunque tabù in modo sereno, limpido, lucido, oserei dire “pulito”. Di questo blog ho parlato orgogliosamente ad amici e colleghi ma anche persino a mamma e papà (senza entrare in dettagli ovviamente), a testimoniare quanto per me sia e sia stato importante. Mi ha fatto crescere, costringendomi a confrontarmi con differenti moralità, con realtà da me estremamente distanti e controverse che non potevo però più lasciare nel limbo “affari altrui”, appunto perché nel momento in cui diventavano scritto pubblico sotto questo indirizzo, in qualche modo da amministratore dovevo farmene carico e quindi riflettere su quale per me fosse un approccio “adeguato”, ampliando  necessariamente le mie aperture mentali.

Il successo inevitabile di certi scritti “borderline”, tra la possibilità di illustrare un’esperienza al massimo della sua realisticità e il rischio di sconfinare nella pornografia o nell’erotismo sic et simpliciter, dimostra chiaramente che, sia in chi scrive che in chi legge, una certa libertà di parola è apprezzata e benvenuta, oltre che forse anche rara persino su internet. D’altro canto però, per chi la rete la conosce, la pubblicazione di materiale chiaramente pornografico, o comunque così controverso, non è affare da affrontare con leggerezza, posto che gli amministratori di un qualsiasi sito sono in prima persona responsabili (civilmente e penalmente responsabili|) di qualsiasi contenuto vi sia pubblicato. 

Si consideri che già solo la policy della piattaforma impedisce i contenuti defniti “osceni” e in questo senso il blog è già stato oscurato per qualche ora per una verifica in merito. Ci sono non poche associazioni e singoli dichiaratamente ostili a questa nostra libertà di comunicazione. Esistono, già depositate in parlamento, alcune proposte per una censura definitiva di spazi come questo, in nome di un concetto di tutela dei minori a mio avviso abnorme. In Italia esistono già condanne di blogger per i contenuti dei loro siti. Insomma, un sito così non è affare facile e se mi devo far carico dell’ipotesi, tutt’altro che remota, che un bel giorno aitanti giovinotti in divisa mi arrivino a casa per portarsi via il mio computer e notificarmi un procedimento a mio carico, beh - d’accordo gli aitanti giovanotti in divisa che sono sempre uno spettacolo - ma forse ne deve valere la pena anche in altri termini.

Confesso che a un certo punto l’orgoglio per la mia creatura (non solo mia ovviamente) è andato scemando, forse nel vederla semplificata a spazio di arrapamento collettivo, e più volte sono stato sul punto di liberarmene, giudicando superfluo un mio contributo in un ambito che vede così tanti operatori fare molto bene il loro mestiere. La verità però è che io a questo spazio tengo non poco, proprio per i motivi già descritti, ed anche perché il continuo confronto tra il sottoscritto “la vergine” e Maskione “la puttana”, due persone diametralmente opposte, due modi di essere gay non solo radicalmente divergenti ma persino antagonisti, garantisce a tutti uno spazio con un equilibrio invidiabile in molti altri siti e più volte apprezzato in chi ci legge anche solo saltuariamente o per caso.

Tutto ciò per spiegare perché mi è sembrato indispensabile ormai mettere mano ad un minimo di “gestione attiva” dei contenuti, al solo scopo di continuare a garantire la possiblità a tutti di dire tutto ciò che preferiscono, come preferiscono.. fino all’arrivo degli aitanti giovinotti ovviamente.

I dettagli sono superflui, nulla di cui preoccuparsi: policy.

Valore aggiunto

Per certi versi una provocazione forse, per altri un riflessione seria di qualche giorno fa, quando, solo come sempre, provavo ad indagare con maggiore consapevolezza desideri, sentimenti, passioni e trasporti, sessuali inclusi.
Escludendo da questa mio pensiero chi, per una ragione o per un’altra, avesse scelto un orientamento quasi eslusivamente di qua o di là della mitica e mai accettata suddivisione gay “attivo/passivo”, mi sono concentrato su quelli più o meno come me che non hanno interesse o piacere a definirsi e vivere nell’uno o nell’altro mezzo universo ma che spaziano senza porre limiti o direttive alle proprie istintive pulsioni e ispirazioni.
Per la prima volta in vita mia ho provato una sensazione che mai mi sarei aspettato, forse non più abbastanza memore di quanto è stato tortuoso e iperbolico il mio percorso di accettazione. Mi sono sentito “fortunato”, oserei dire pure “più” qualcosa in confronto ad un eterosessuale medio ma anche rispetto ai gay ipse dixit “veri maschi” o ”vere femmine”.
In fondo a noi gay cosiddetti “versatili” è dato forse uno speciale privilegio, quello di vivere aspetti così diversi della personalità umana e così insolitamente concomitanti in una “normale” maschilità. Forse, nel continuo sperimentarsi su versanti differenti del proprio essere, si crea una sorta di valore aggiunto dell’omosessualità che, forse – ripeto – è in grado di renderci maggiormente articolati, più complessi e, perché no, più “completi” in confronto a chi invece certe esperienze si nega o naturalmente esclude e parlo ovviamente di esperienza psicologica, emotiva, non certo di mera esperienza fisica così esageratamente sopravvalutata sia da chi la osanna che da chi la aborra.
Sia chiaro, non servirebbe certo specificarlo se non fosse per certa orrenda malafede imperversante, non sto certo ipotizzando una improbabile gay “superiorità”, ma non vedo ragioni per non concedermi ad un pizzico di orgoglio per una possibile rara e preziosa particolarità regalatami dal mio essere omosessuale.