Mi sarebbe piaciuto che uno come Marrazzo…

Piero Marrazzo

Piero Marrazzo

Mi sarebbe piaciuto che uno come Marrazzo, scoperto dai carabinieri a fare i fatti suoi con una trans, non si fosse sentito preso con le mani nel sacco…

Mi sarebbe piaciuto che uno come Marrazzo, scoperto dai carabinieri a fare i fatti suoi con una trans, non fosse sceso a compromessi e non avesse accettato il ricatto (posto sia avvenuto), ma avesse denunciato i carabinieri per tentata estorsione (ammesso sia avvenuta).

Mi sarebbe piaciuto che uno come Marrazzo, di fronte alle telecamere avesse detto a testa alta che quello che fa sotto le coperte sono affari suoi e solo suoi (o, al massimo, suoi e di sua moglie).

Il pene di Gesù

In genere, quando si pensa alla raffigurazione di Gesù nelle opere d’arte, vengono in mente scene di crocifissione con il pube del Cristo coperto da un manto. Eppure, con ogni probabilità, sulla croce Gesù fu issato completamente nudo…
Generalmente, anche il pube dell’infante Gesù è coperto da un cencio e, quando è scoperto, è quasi sempre privo dei segni della circoncisione.
Ci sono, però, immagini che ritraggono il pene di Gesù, sia del bambino, sia dell’adulto.
Ad esempio, pare che, in pieno Rinascimento, la rappresentazione del pene di Gesù avesse come scopo quello di ri-affermare l’umanità del Cristo, contro coloro che sostenevano (o avevano sostenuto) la non “carnalità” del Messia. In altre parole, il pene come segno di umanità… In tal senso, ad esempio, la Vergine che mostra il sesso del suo piccolo, indicherebbe sia il fatto che Gesù era un uomo (di carne oltre che di Spirito), sia il fatto che fosse nato senza peccato (il nascondere le pudenda, infatti, era simbolo e manifestazione della vergogna derivante dal Peccato)… (Sono le tesi sostenute da Leo Steinberg in La sessualità di Cristo nell’arte rinascimentale e il suo oblio nell’età moderna riassunte qui)
La pietà di Jam MontoyaCrocifisso di CavallaroAnche l’arte contemporanea si è “riappropriata” visivamente del pene di Gesù, a volte con intenti dissacratori, scandalosi e blasfemi, a volte no…
Al di là dell’arte, il pene di Gesù è stato oggetto di vera venerazione (prima incoraggiata e poi osteggiata dal Vaticano): quella tributata al Santo prepuzio, ovvero alla reliquia (in realtà più di una, si veda, ad esempio, qui) del prepuzio asportato durante la circoncisione cui Gesù, da buon ebreo, era stato sottoposto. “Si riteneva che la Vergine Maria avesse portato il prepuzio di Gesù con sé per tutta la vita. Nel secolo XIV, santa Brigida di Svezia ebbe una visione della Madonna che le apparve con quella reliquia in mano e le disse che aveva fatto dono di quel tesoro all’apostolo Giovanni” (David M. Friedman, Storia del pene).
Perché – ciò ricordato – sul pene di Gesù sembra essere calato l’oblio o, addirittura, la manna della censura? Fa ancora così paura (o scandalo) la possibilità che Gesù abbia avuto una sessualità (esercitata o no che fosse; etero, bisex o gay che fosse) di cui il suo pene sarebbe, al giorno d’oggi, lampante testimonianza?

Scandalosi geni

Regione Toscana contro l'omofobiaRiguardo questa immagine tanto si sta parlando e tanto ci si sta scontrando. Altrove nel mondo non ha creato scandali e questo dice tutto di noi, noi italiani, gay e non. 
Non voglio qui aggiungermi ai tanti che ne hanno discusso perché mi pare davvero si presti a differenti interpretazioni,  voglio però rilevare che in qualche modo questa immagine ha messo d’accordo molti, gay e non, omofobi e non, che all’unisono si sono scagliati contro una presunta possibile origine genetica dell’omosessualità, inedita unità di intenti su cui si potrebbe seriamente discutere.
Comprendo le ragioni a detrazione di questo orientamento di pensiero ma sento ugualmente la necessità di emanciparmi da questo sdegno comune perchè se anche non facesse piacere a nessuno che la Terra continui noiosamente a ruotare intorno al Sole, questa continuerebbe a farlo ugualmente e sfido chiunque ad eccepire.
Grazie ai miei geni io ho la testa piena di capelli nonostante in molti alla mia età non ne abbiano quasi più; grazie ai miei geni io posso permettermi di non conoscere nemmeno il mio dottore mentre altri sono costretti a continue e svariate cure mediche da anni; grazie ai miei geni posso guardare il mondo da qualche centimetro più in su della stragrande maggioranza dei miei simili,  eccetera eccetera eccetera. Io “sono” quello che i miei geni hanno generato, appunto, in seguito alle molteplici interazioni fisiche, biologiche, ambientali, circostanziali e tutto il resto.
E’ pacifico che se il mio corpo reagisce in un certo modo sessualmente questa cosa dipenda come minimo “anche” da quel che i miei geni hanno previsto o disposto.  Io non vedo scandalo alcuno in questa banalissima ovvietà, semmai posso condividere il biasimo per l’uso che di questo assunto alcuni fanno. Trovo invece ridicolo oltre ogni limite l’approccio equilibrista  molto diffuso tra i colleghi gay che precisano (?) “gay non si nasce, non si diventa e non si sceglie, gay semplicemente si è”. Eggià! Non sono nato alto, non ho scelto di essere alto, non sono “diventato” alto dopo essere stato basso ma in effetti “sono” alto.
Qualcuno potrà eccepire che il genoma non esiste o che in realtà sia un’invenzione fantasiosa di qualche scienziato pazzo, ma i più riconosceranno che il fatto che io “sia” alto dipenda dai miei geni senza che ciò, spero, scandalizzi nessuno.
Chissà perché invece non può dipendere dai miei geni il fatto che a me facciano arrapare i maschi e non le femmine. Mah! Cosa avranno mai di così osceno le mie basi azotate non saprei dire. In ogni caso, lorsignori si scandalizzino pure quanto credono ma i miei geni miei sono e miei restano e guai a chi me li tocca!

Il paese che non c’è

E’ il paese civile che continuerò a sognare fino a quando non morirò. Morirò disperato, lo so, ma voglio e devo continuare a sognare. Per continuare a sognare quel paese che altri popoli hanno già e alcuni pure da tempo, mi tocca anche questa volta fare la voce dissonante, mi tocca beccarmi l’ennesima accusa di omofobia, mi tocca uscire dal branco, mi tocca sempre e comunque la condanna al “contro”.

Nel paese civile che sogno e in quelli che già esistono una notizia è una notizia, e la notizia di ieri è che due ragazzi sono  stati arrestati.. sono stati fermati per la formalizzazione di una accusa. Sono stati fermati da altri due ragazzi, presumibilmente, in divisa. I primi sostengoo una tesi, i secondi un’altra. Il fatto che gli accusati siano gay come me non è una ragione sufficiente per credere a quanto dicono, il fatto che gli arrestatori siano carabineri non è sufficiente al pari per credere quanto sostengono. Io, in sostanza, come tutti i sette e passa miliardi di abitanti umani tranne i quattro sopra descritti non so quale sia la verità e siccome voglio essere cittadino civile di un paese civile non me ne inventerò una perché vantaggiosa. Conoscendo le forze dell’ordine di questo paese incivile e quelle della capitale in special modo viene da sospettare che abbiano calcato la mano là dove non avrebbero dovuto, conoscendo la sessualmente disinibita realtà omosessuale di cui faccio parte non è escluso pensare che ci si possa essere lasciati andare magari un attimo di più del lecito. Persino il sottoscritto “la vergine” per gli amici, nella risicatissima miniserie di eventi sessuali della sua vita annovera appunto una bella manciata di succhiatine reciproche nel cuore di un parco gremito di famiglie la domencia mattina.. certo non in mezzo ad una via – anzi si esattamente nel mezzo di un sentiero – ma il reato sarebbe stato lo stesso, forse persino più grave visto le circostanze.

Anche io vorrei approfittare di questa occasione per gridare allo scandalo di un paese incivile che precipita sempre più velocemente nell’arretratezza socio-culturale, che sprofonda in un buio sempre più nero, che invece di rincorrrere il progresso e il futuro si rifugia in un passato sempre più remoto e fosco.. vorrei ma non posso, non posso proprio. Non posso perché diventerei anche io un cittadino incivile di un paese incivile e non potrei più continuare a sognare il paese che non c’è: quel paese civile composto in maggiornaza di persone civili.