Fin dal primo post pubblicato su questo sito c’era tra le intenzioni di chi scrive quella di accendere un riflettore sull’universo multiforme e multicolore dei blog gay. Non parlo dei siti “istituzionali”, degli aggregatori vari, dei siti dedicati all’omosessualità o via dicendo, mi riferisco invece ai blog personali degli omosessuali che come tali si raccontano in rete. Uno spaccato a mio avviso estremamente significativo di come gay diversissimi tra loro, con approcci e sensiibilità completamente diverse, in situazioni e ambiti anch’essi eterogenei, vivono il quotidiano e lo straordinario delle loro vite. Non sono pochi, tutt’altro, anche se non sempre sopravvivono al tempo per le ragioni più disparate ma in ogni caso quelli che ce la fanno costituiscono una sorta di romanzo collettivo in tempo reale sulla condizione omosessuale di fatto del paese.
Da oggi perciò proverò a tracciare un’immagine, anche se forse un po’ sfocata e magari non proprio fedelissima, dei tanti personaggi e delle tante storie che quel romanzo popolano. Uno alla volta chiaramente e senza fretta per carità, ma mi piacerebbe davvero tanto riuscire a costruire qualcosa di più di un banale e gelido elenco di link, a favore invece di qualcosa a metà tra una recensione ed un invito.
La scelta del primo è stata praticamente obbligata anche se forse definirlo come blog gay è piuttosto riduttivo visto che con il passare del tempo questo, che pure è nato come blog personale, ha assunto sempre più i contorni di un vero e proprio magazine.
www.river-blog.com non ha certo bisogno di presentazioni nel gay web perché come già detto è da tempo un must per chi in rete si interessa e si occupa di omosessualità. Perciò approfitterò del buon River più che per raccontare un quadro che bene o male tutti già conoscono, per dare una dimostrazione di quale sia il punto di osservazione che oggi e in seguito utilizzerò in questo mio tour.

700 grammi di cazzate, dice l’autore del suo River-blog e se lo dice lui dovremo credergli per forza, se non fosse però che tra i molti contenuti soft, occasione ghiotta per una pausa rilassante quando si vuole staccare anche solo per un attimo, non di rado ci trovi delle chicche degne del giornalista ormai scafato che sta dietro quel sottotitolo. River in realtà è un cane. No, non è un insulto, parlo di un cane vero, un cane bellissimo con due occhioni meravigliosi e che è forse l’unica vera presenza costante della storia di River il blog e lo scrittore giornalista.
La storia, ancora tutta online, inizia praticamente ai tempi di River neolaureato e prosegue senza nemmeno un’interruzione fino all’oggi River giornalista giramondo armato di tutte le teconologie necessarie per portarci idelamente con lui praticamente ovunque; treni, aerei, ospedali, ambulatori, ristoranti, locali, strade, piazze, casa. Vi capitasse di incotrare un tizio alto e ben messo che senza alcun pudore tira fuori la sua fotocamera e mi spara una foto per poterla proiettare al mondo intero, quello potrebbe essere River. Come faccio a sapere di “alto e ben messo” è presto detto, Il nostro, pur difendendo strenuamente ogni significativa informazione sulla sua identità, non manca mai di regalare pezzi di sè.. nel senso proprio di fotografie di se stesso “in tranci” però. Con un po’ di pazienza si potrebbe forse chissà ricostruire un River puzzle. Chi sia invece l’uomo traspare in modo genuino e limpido soprattutto nei primi anni del suo racconto (nonostante alcuni interventi di revisione chirurgica postumi), dove le introspezioni non mancavano mai ed erano sempre molto crude soprattuto nei suoi periodi bui quando fortunatamente però c’era pur sempre il cucciolone quadrupede a fare da supporto. Negli ultimi tempi forse l’autore si concede un po’ meno ma se posso descriverlo io con qualcosa che definirei memorabile ed esemplare per rendere con un sorriso una personalità, devo necessariamente citare un post in cui il nostro eroe dichiara di aver scelto la prima classe di un tal treno in un tal viaggio, spendendo non pochi danari in più, in virtù soprattutto del differente colore dei sedili.. Ricco, ricchissimo, di belle e brutte visioni questo blog. Avvenenti giovani promesse, chissà dove scovate, insieme a visi e corpi noti allietano la vista di chi regolarmente consulta le sue pagine dove per contro non mancano però anche immagini ad alto impatto repulsivo, una vera passione per River, così forte a volte da poterle senza malizia sospettare artefatte, non certo a cura dell’autore ma chissà se non direttamente alla fonte. River nega ma almeno il beneficio del dubbio a volte lo lascia.
Per quei pochi che non lo conoscessero e che qui non avessero ancora trovato un motivo valido per una sbirciatina, basterà citare un paio delle altre presenze fisse, ”l’annuncio della settimana” e “Ask River” oltre - imperdibili anche se ancora solo un paio – le “fenomenologie”. Proprio in queste ultime il lettore commentatore di River Blog incontra se stesso; già perchè il commentario del blog è ricchissimo di interventi dei tantissimi lettori al punto da essersi meritati appunto il rango di fenomeno e forse lo è proprio anche il blog stesso se è vero aumentano online i tentativi di imitazione, più o meno riusciti, ma comunque tutti sostanzialmente “sterili” perché manchevoli del capitale umano che il fenomeno ha prodotto, quello di River redattore ma anche quello appunto dei tanti affezionati, a volte accaniti, lettori.